Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Aumenta anche nel 2012 il pubblico nei musei e scavi dell’Emilia-Romagna

08/02/2013 , Bologna, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna
sbap-ero2013
Oltre 66mila persone (per l’esattezza 66.619), di cui quasi un quinto paganti, hanno visitato nel 2012 i quattro Musei Nazionali e le tre aree archeologiche gestite dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna.
Un incremento che sfiora il +9% rispetto all’anno precedente (61.280) ma che registra un +19% se confrontato con la media del periodo 2001-2011 (55.951).
Ancora meglio è andata sul piano degli incassi, +22% rispetto al 2011, complice l’aumento del costo del biglietto dei musei di Ferrara e Parma.
Era dal 2002 che non si registrava un’affluenza di pubblico così alta, con un minimo storico di 45 mila presenze annue nel 2005 dovuto alla riforma scolastica che, eliminando l’insegnamento della Storia antica nelle scuole medie, ha provocato il crollo dei visitatori di musei e zone archeologiche.
Da allora però i Musei Archeologici Nazionali di Parma, Ferrara, Marzabotto e Sarsina e le aree archeologiche di Veleia, Classe e Russi hanno registrato un lento ma costante recupero di pubblico, fino all’ottimo risultato del 2012, con 5339 visitatori in più rispetto all’anno precedente che già aveva dato numeri da boom.
La performance più eclatante è quella del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara che, con i suoi 18.954 visitatori, rispetto all’anno scorso incrementa il pubblico del 26% (+ 4.053) e gli incassi del 30%.
Per il secondo anno consecutivo, il Museo Archeologico Nazionale di Parma (nella foto) si conferma come il più visitato della regione e con i suoi 19.348 visitatori (+ 20% rispetto al 2011) sfonda persino il proprio record risalente al lontano 2001 (17.272).
Tengono bene l’Antiquarium e zona archeologica di Veleia (PC) e la Villa Romana di Russi (RA), che chiudono l’anno a saldo pressoché invariato, mentre registrano una lieve flessione il Museo Archeologico Nazionale di Sarsina (FC), con 511 visitatori in meno, e il Museo Nazionale Etrusco e annessi scavi di Marzabotto (BO), che perde un 10% rispetto all’anno scorso pur mantenendosi nella media degli ultimi 10 anni.
Insignificante il dato dell’impianto portuale tardo romano e bizantino di Classe (alla periferia di Ravenna), di fatto chiuso al pubblico per lavori di riallestimento e restauro che dovrebbero concludersi alla fine dell’anno.
 
"Il risultato raggiunto - commenta soddisfatto il Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Filippo Maria Gambari - premia gli sforzi di tutto il nostro personale e dei tanti enti locali, volontari e collaboratori che ci hanno affiancato con vero entusiasmo e autentica passione, confermando ancora una volta la grande attrazione dell'archeologia emiliana anche in periodi di investimenti limitati. Nel ringraziare tutti, cercheremo di moltiplicare gli sforzi anche in questo 2013 che oltretutto festeggia il 22° centenario della strada consolare romana che dà il nome alla nostra regione, quella Via Emilia tracciata nel 187 a.C."

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