Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

LA DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELL'EMILIA-ROMAGNA PARTECIPA AD ARTELIBRO 2012

20/09/2012
ARTELIBRO 2012

SISMA IN EMILIA-ROMAGNA 2012
Archivi e Biblioteche Statali - Biblioteche Comunali - Archivi Comunali e Parrocchiali

Bologna, Palazzo Re Enzo, 20-23 settembre 2012

Nel sisma del maggio 2012, l’Emilia-Romagna ha pagato un altissimo tributo in termini di perdita di patrimonio culturale e di elementi simbolici per la definizione identitaria delle popolazioni: il crollo di campanili, torri, chiese, castelli ha modificato forse irreversibilmente la linea dell’orizzonte della pianura padana; la rovina di archivi e biblioteche ha messo in serio pericolo la trasmissione del sapere e della storia locale, minacciando il senso di appartenenza delle comunità coinvolte.
Quello che è accaduto ha segnato per sempre le vite di chi vive in tanti comuni emiliani, ma rimane la determinazione di non arrendersi ad un avvenimento naturale così devastante.
Come è stato per le opere d’arte, anche per il patrimonio librario e documentario travolto dal sisma, il pronto intervento degli addetti ai lavori e dei volontari e la stretta collaborazione fra Istituzioni ha attuato in tempi brevissimi la verifica dei danni e ha avviato il recupero dei materiali.

Organizzato da:

DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELL’EMILIA-ROMAGNA
Direttore Carla Di Francesco

in collaborazione con:

ARCHIVIO DI STATO DI FERRARA
Direttore Loretta Vancini
L’Archivio di Stato di Ferrara

La sede dell’Archivio di Stato di Ferrara, il cinquecentesco Palazzo Borghi, è stata dichiarata inagibile dai Vigili del Fuoco fin dal mattino del 20 maggio 2012. E’ seguito un immediato intervento per la rimozione di un camino pericolante prospiciente Corso della Giovecca, le cui macerie sono state recuperate e depositate nel cortile in vista della ricostruzione.
I maggiori danni all’interno dell’edificio sono stati rilevati nell’androne, nella scala monumentale e in alcune parti degli uffici e delle sale di studio. La scossa del 29 maggio ha poi provocato una lesione nella sala accoglienza, al piano nobile.
Non ci sono state perdite della documentazione, ma resta il rischio legato alle condizioni termo igrometriche dei locali di conservazione, attualmente sprovvisti di impianti di deumidificazione funzionanti.
Successivi sopralluoghi eseguiti dai tecnici incaricati e dall’arch. Keoma Ambrogio della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Ravenna hanno dichiarato parzialmente agibile il corpo di fabbrica su via Coramari, che sarà interessato dai primi interventi in programma per ospitare i servizi al pubblico in attesa del recupero delle sale di studio e degli uffici.
La riapertura, infatti, si fa sempre più urgente per il grande numero di richieste pervenute da studiosi e ricercatori, molti dei quali vedono a rischio i loro incarichi se non potranno accedere alla documentazione in tempi brevi, o per le richieste di accesso agli atti da parte di professionisti del il materiale relativo al collaudo del cemento armato dell’Archivio di Prefettura, di grande supporto per le verifiche statiche in corso su tanti edifici.
Loretta Vancini

ARCHIVIO DI STATO DI MODENA
Direttore Euride Fregni
L’Archivio di Stato di Modena

Le forti scosse del sisma che hanno colpito Modena e la sua provincia il 20 e 29 maggio hanno arrecato gravi disagi alla struttura dell'edificio che ospita l'Archivio di Stato di Modena, il settecentesco ex Convento dei padri Domenicani, che ha tuttavia ben retto.
I danni maggiori si sono verificati in quelle aree che il precedente terremoto del 1996 aveva già indebolito, ovvero l'entrata, lo scalone, gli uffici direzionali con gli splendidi affreschi dei primi dell'Ottocento e il salone cosiddetto "delle mappe".
La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna è intervenuta in tempi brevissimi per il recupero. Il cantiere di restauro, aperto poche settimane dopo il sisma ha interessato la Sala di studio ed il piano nobile, allo scopo di mettere in sicurezza le strutture, sanare le diverse crepe e consolidare gli affreschi: un intervento del valore di 1.300.000 euro, arrivati con i fondi dell'8 per 1000, già predisposti prima del sisma.
L'Istituto è stato però ugualmente costretto a sospendere i servizi al pubblico in attesa dei controlli per la verifica della sicurezza. Il personale, in parte dislocato presso altri uffici ministeriali, in parte rimasto in sede in condizioni a dir poco precarie e difficili, si è adoperato per fornire la necessaria documentazione ai tecnici impegnati nelle valutazioni dei danni e nelle ristrutturazioni in corso nell'intero territorio.
Seppur con ritardo, è invece stato emanato il bando per il nuovo biennio della Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica, nel segno di una forte volontà di ricominciare e di continuare ad offrire i servizi ad un pubblico sempre più vasto, che oltrepassa i confini non solo italiani ma europei.
Maria Carfì

BIBLIOTECA ESTENSE UNIVERSITARIA DI MODENA
Direttore Luca Bellingeri
La Biblioteca Estense Universitaria

Dopo la prima forte scossa di terremoto di domenica 20 maggio, la Biblioteca ha continuato normalmente le sue attività, essendo stata dichiarata agibile dai tecnici del Comune che hanno effettuato il sopralluogo nell’intero Palazzo dei Musei e negli Istituti in esso ospitati.
Il martedì 29 maggio, un nuovo sopralluogo seguito alla seconda potente scossa, ha decretato la chiusura, in via precauzionale, del Palazzo dei Musei a causa delle lesioni riscontrate nei locali della Galleria Estense sovrastanti la Biblioteca.
Lunedì 18 giugno, dichiarate agibili alcune stanze al piano terra, è stata riaperta la Sala di lettura e dotata dei materiali, delle attrezzature e dei collegamenti necessari per il funzionamento degli uffici.
A partire dal 2 luglio, dopo 35 giorni di chiusura, la Biblioteca Estense Universitaria ha riaperto, sia pure parzialmente, il servizio di prestito delle opere movimentabili, di informazione bibliografica e di riproduzione del materiale moderno o digitalizzato. Inoltre, ha eccezionalmente consentito il prestito dei volumi moderni collocati in Sala consultazione, accessibile per questioni di sicurezza al solo personale, e la consultazione a distanza di testi manoscritti contenuti nella “teca digitale”.
Grazie alla disponibilità del Comune di Modena, che ha concesso alla Biblioteca l’uso esclusivo della Sala convegni presente nel Palazzo, dal 18 settembre è stato possibile allargare, con il consueto orario di apertura (8.30-19.00), la consultazione di parte delle collezioni.
In attesa della definitiva riapertura, che sarà possibile solo a conclusione dei lavori di consolidamento del Palazzo che si auspica possa avvenire entro la fine dell’anno, l’Istituto continua ad aderire e ad organizzare eventi ed iniziative culturali.
Milena Luppi

I.B.C.- ISTITUTO PER I BENI ARTISTICI CULTURALI E NATURALI
SOPRINTENDENZA PER I BENI LIBRARI E DOCUMENTARI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Soprintendente Rosaria Campioni
Le Biblioteche Comunali

All’indomani del terremoto del 20 maggio 2012, la Soprintendenza per i beni librari e documentari della Regione Emilia-Romagna - che opera nell’ambito dell’Istituto per i beni culturali – si è messa in contatto con gli operatori delle biblioteche comunali dei centri colpiti, anche grazie alla fattiva collaborazione dei referenti per le biblioteche delle quattro Province (Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia) coi quali ha intrapreso un dialogo continuo per monitorare l’evoluzione e individuare le prime linee d’azione. Particolarmente utili, ai fini del pronto intervento, si sono rivelate le schede relative alle strutture e ai patrimoni che annualmente si aggiornano nei sistemi informativi dell’IBC per le biblioteche (SIBIB) e gli archivi storici (CAStER).
Il bilancio dei danni provocati dagli eventi sismici del 20 e del 29 maggio è ancora provvisorio per quanto riguarda sia le sedi sia il patrimonio librario e documentario Dopo la chiusura in via precauzionale delle biblioteche nella vasta area emiliana coinvolta, alcune hanno riaperto tutti i servizi, altre in forma ridotta.
Nelle sedi molto lesionate si è reso necessario il prelievo del patrimonio per trasferirlo in luoghi sicuri. I libri antichi e moderni della Biblioteca comunale ’Campi-Costa Giani’ di San Felice sul Panaro sono stati messi in sicurezza, alla fine di giugno, per iniziativa del Comune con l’aiuto di volontari. La Biblioteca multimediale L’Isola del tesoro di Cavezzo è stata recuperata grazie all’intervento dell’UCL dei Vigili del fuoco (2-3 luglio) e trasferita, con il sostegno della Soprintendenza per i beni librari, nella sala polivalente del Palasport, ove sarà riaperta. Il patrimonio della Biblioteca comunale di Finale Emilia è stato messo in sicurezza (16-19 luglio) per iniziativa del Comune con l’aiuto dell’UCL dei Vigili del fuoco, d’intesa con la Soprintendenza per i beni librari. Il cospicuo patrimonio della Biblioteca comunale ‘Eugenio Garin’ di Mirandola - che comprende un prezioso fondo storico, la Raccolta Gavioliana, il Fondo del Mulino e la sezione moderna e multimediale - è stato recuperato (27 agosto-3 settembre) su impulso della Soprintendenza per i beni librari e documentari, con l’imprescindibile aiuto del Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Modena richiesto dalla Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del MiBAC. Alcune biblioteche sono purtroppo ancora prigioniere di edifici storici gravemente danneggiati: Poggio Renatico nel Castel Lambertini e Reggiolo nel Palazzo Sartoretti. Risultano altresì inagibili i palazzi della Comunità di Medicina e Scarselli Tassinari di Cento.
L’inaugurazione il 24 giugno a Cavezzo della bibliotenda ha rappresentato un tangibile segno di ripresa del servizio bibliotecario, come anche le due tensostrutture allestite dal Comune di Nonantola in una piazza del centro storico.
Col bibliobus, messo a disposizione dalla Biblioteca comunale di Cervia, dal 9 luglio è stato effettuato con l’ausilio di volontari il servizio di prestito nei paesi dell’area nord (Concordia, Finale Emilia, Medolla, Mirandola, San Felice), che proseguirà in autunno grazie al bibliobus giunto da Genova; un altro bibliobus, fornito dalla Provincia di Mantova, svolge il servizio in alcuni centri modenesi e reggiani, infine un bibliobus dell’Azienda trasporti di Como è attivo nell’area di Cento.
Dal 3 settembre è stata aperta una casetta di legno nel parco della Biblioteca di San Felice sul Panaro che consente di fornire servizi al pubblico.
Il sisma farà sentire la sua influenza nefasta ancora; tuttavia l’operosità emiliana e la solidarietà espressa da più parti, unite alla consapevolezza dell’importanza del patrimonio storico e allo spirito di cooperazione tipico dell’universo bibliotecario, fanno ben sperare che, ai primi segnali di ripresa dei servizi culturali, possa seguire la ricostruzione di una rete da tutti ritenuta un’infrastruttura indispensabile per la crescita della comunità.                                   Rosaria Campioni

SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER L’EMILIA-ROMAGNA
Soprintendente Stefano Vitali
Gli Archivi Comunali e Parrocchiali

Le operazioni di recupero degli archivi parrocchiali sono cominciate il 25 maggio con l’archivio parrocchiale di Alberone (FE). Sono proseguite nei giorni successivi con il recupero dell’archivio della Parrocchia di Mirabello (FE). Si sono momentaneamente arrestati a seguito delle scossa del 29 maggio e sono ripresi nelle settimane successivi con i recuperi degli archivi parrocchiali di Concordia sulla Secchia (MO), Santa Caterina (MO) e San Giovanni Battista (MO) il 15 giugno; Sant’Agostino (FE) il 26 giugno; Palata Pepoli (BO) e Cortile di Carpi (MO) il 29 giugno; Motta di Cavezzo (MO) e Cadecoppi (MO) il 13 luglio; Vigona (MO) e Tramuschio (MO) il 25 luglio.
Le operazioni di recupero di archivi comunali sono state avviate il 13 giugno con quello di Cavezzo, sono proseguite poi con il recupero dell’archivio storico di Finale Emilia (MO) (3 e 10 luglio) e di quello assai complesso e spettacolare di Sant’Agostino (FE) (2-6 luglio).
I recuperi sono stati realizzati dai vigili del fuoco dei Comandi provinciali di Modena, Ferrara e Bologna, coadiuvati dai funzionari della Soprintendenza archivistica e da squadre di archivisti volontari. Ha collaborato l’Associazione SOS Archivi, coordinata da Pietro Livi.
Locali per una prima ospitalità temporanea degli archivi - laddove i Comuni o le Diocesi non sono stati in grado di individuarne di sicuri nel proprio territorio - sono stati messi generosamente a disposizione da enti pubblici, come la Provincia di Modena e l'Archivio comunale di Cento.
Restano ancora da mettere in sicurezza 19 archivi. Il percorso per salvare gli archivi non sarà breve, ma con l'impegno e la passione di molti, le comunità così gravemente colpite potranno alla fine contare ancora sul loro patrimonio di storie e di memorie, su cui costruire il futuro
Il recupero di Sant’Agostino
Dopo il 20 maggio, il palazzo comunale di Sant'Agostino era diventato, con i suoi muri feriti, gli ampi squarci nei fianchi, le crepe dolenti, uno dei simboli del terremoto emiliano. Confinati lassù nel sottotetto, le buste, le filze, i cartoni, i registri dell'archivio comunale sembravano come sospesi nel cielo. Si vedevano da giù, lontani, indifesi e impossibili da raggiungere. Lunedì 2 luglio, i vigili del fuoco del nucleo SAF (speleo alpino fluviale) del Comando di Ferrara, appesi ad una gru, calandosi dall’alto, hanno prima cominciato a scoperchiare il tetto e poi facendosi spazio tra tegole e travi, hanno raggiunto il deposito e cominciato a riempire con le buste d’archivio le casse assicurate ad una altra gru che le calava a terra. Qui dipendenti comunali, archivisti della Soprintendenza e volontari hanno provveduto a trasportare la documentazione nel nuovo archivio che il Comune, prima del terremoto, aveva approntato e a disporla ordinatamente sugli scaffali.
Il recupero è proseguito fino al 6 luglio
Oltre all'archivio storico (secc. XIX-XX), è stato salvato l'archivio di deposito e gran parte di quello corrente ed è stata recuperata anche l'intera documentazione dello stato civile e dell'anagrafe, che era collocata in alcune stanze a pian terreno del municipio.
Il 19 luglio il Municipio di Sant'Agostino è stato fatto implodere con cariche di esplosivo.
Stefano Vitali

Dati:
Archivi comunali
Totale archivi comunali monitorati: 49
- Archivi comunali messi in sicurezza per iniziativa della Soprintendenza archivistica in collaborazione con i Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco: 3, Cavezzo (MO), Finale Emilia (MO), Sant’Agostino (MO) per un totale di ml. 1600 ca.
- Archivi comunali messi in sicurezza per diretta iniziativa dei comuni d’intesa con la Soprintendenza archivistica e in collaborazione con le UCL dei comuni: 3 per un totale di ml. 715 ca.
- Archivi comunali o nuclei archivistici da mettere in sicurezza: 18 per un totale di ml. 10.000 ca.

Archivi ecclesiastici
Totale archivi ecclesiastici monitorati: 92
- Archivi ad altissimo rischio danneggiamento o perdita: 15
- Archivi ad alto rischio: 6
- Archivi a medio rischio: 17
- Nessun rischio: 54
- Archivi parrocchiali messi in sicurezza per iniziativa della Soprintendenza archivistica in collaborazione con i Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco : 12 per un totale di ml. 103 ca.
- Archivi parrocchiali messi in sicurezza per iniziativa dei responsabili ecclesiastici: 6.
- Archivi da recuperare: 1 per un totale di ml. 15 ca.                                                          Stefano Vitali



 


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