Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Archeo-boom: aumenta anche nel 2013 il pubblico nei musei e siti archeologici dell’Emilia-Romagna

10/01/2014
Parma - Sala delle statue di Veleia
Quasi 70mila persone (per l’esattezza 69.694), di cui oltre un quarto paganti, hanno visitato nel 2013 i musei e le zone archeologiche gestite dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna. Mai così tanto pubblico negli ultimi 13 anni, con un incremento del 4,6% rispetto al 2012 e del 22% rispetto alla media 2001-2012 (56.840).
Ancora meglio è andata sul piano degli incassi, con un +53% rispetto al 2012, complice anche l’aumento di alcuni biglietti d’ingresso.
Nell’anno in cui l’Istat denuncia un crollo dei consumi culturali (fonte Annuario statistico italiano 2013), registrando il dato d’affluenza peggiore degli ultimi sette anni, tiene e anzi aumenta il pubblico che ha visitato i musei e i siti statali dell’Emilia-Romagna.
Per il terzo anno consecutivo, il Museo Archeologico Nazionale di Parma (nella foto) si conferma il più visitato della regione, con un incremento di pubblico del 14% (22.188) e addirittura del 64% degli incassi.
Il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara chiude il 2013 con un +4% di visitatori e un +21% di incassi mentre il Museo Nazionale Etrusco e gli annessi scavi della città di Kainua/Marzabotto (BO) tocca quota 12mila presenze (+15%) incrementando del 7% le entrate derivanti dai biglietti.
Tiene bene il Museo Archeologico Nazionale di Sarsina (FC), +8% di pubblico e +74% incassi, mentre registra un lieve calo di visitatori (573 in meno) la Villa Romana di Russi (RA), che però compensa sul piano degli introiti chiudendo l’anno con un +10%.
Paga forse lo scotto dell’introduzione del biglietto d’ingresso l’Antiquarium e l’area archeologica del municipium romano di Veleia (PC) che perde 1675 visitatori ma incassa otto volte quanto incassato l’anno scorso.
Colpisce che, a fronte di un aumento dei visitatori del 4,6%, sia aumentata del 51% la quota di pubblico pagante (da 12.294 a 18.608), mai così alta dal 2001 come d’altronde il dato d’affluenza. Dopo l’annus horribilis 2005 (minimo storico di 45mila presenze), dovuto all’espulsione della Storia antica dai programmi delle scuole medie, e in attesa del prevedibile contraccolpo causato dall’estromissione della Storia dell’arte dagli istituti superiori (cancellata dai Professionali e fortemente ridotta negli altri), i musei e i siti statali della regione si godono questo lento ma costante recupero di pubblico, un dato che dimostra la sete di cultura di cittadini e visitatori anche in tempi segnati dalla crisi economica.
"Il risultato raggiunto –commenta soddisfatto il Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, Filippo Maria Gambari- premia gli sforzi di tutto il personale e dei tanti enti locali, volontari e collaboratori che ci hanno affiancato con vero entusiasmo e autentica passione, confermando ancora una volta la grande attrazione dell'archeologia emiliana anche in periodi di investimenti limitati. Questo nuovo successo ci stimola a moltiplicare gli sforzi e le proposte culturali anche in questo 2014 in cui celebreremo, tra l’altro, il bimillenario della morte di Augusto, avvenuta nel 14 d.C.”
Il trend positivo è certificato dal gradimento riscosso dalle mostre allestite nei musei, a cominciare da “Storie della prima Parma” tenutasi nel capoluogo ducale, e dai tanti concerti, incontri, iniziative e aperture straordinarie organizzati nel corso del 2013.
Rispetto agli anni precedenti va poi sottolineata la mancata incidenza dei dati dell’impianto portuale tardo romano e bizantino di Classe (alla periferia di Ravenna), chiuso al pubblico per lavori di riallestimento e restauro.

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