Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Via Emilia Nostra. Riflessioni sul principale monumento della Regione Emilia-Romagna

11/12/2013 , Reggio Emilia

Il 2013 rappresenta per la Regione Emilia-Romagna e per le sue città una data significativa, poiché ricorrono 2200 anni dalla costruzione della via Emilia, realizzata nel 187 a.C. da Marco Emilio Lepido, della nobile gens Aemilia, nel primo anno del suo consolato.

L'Emilia è l'unica regione che deve il suo nome a una strada e ciò dice molto riguardo all'importanza e al ruolo che tale via ha avuto per la storia e lo sviluppo del territorio. La via Emilia rappresenta innanzitutto l'asse su cui si è basata la centuriazione che ha caratterizzato gran parte della Pianura Padana. Come altre vie, essa ebbe valenza strategica perché consentiva di spostare agevolmente gli eserciti; sulla via Emilia, poi, sono sorte città che rappresentavano il capolinea di strade provenienti da Roma e dal versante appenninico e il punto di partenza per le vie dirette al nord.

Da Rimini a Piacenza, la via Emilia si raccordava con la Flaminia. Seguendo un tracciato diagonale, a Piacenza intercettava la via Postumia che collegava Genova ad Aquileia; ben presto essa costituì la spina dorsale dell'Italia settentrionale.

A più di due millenni dalla fondazione del tracciato stradale della Via Emilia, che in contemporanea alla trama della centuriazione definirà la matrice formale, oltre che economica, insediativa e antropologica, del contesto della Regione Emilia-Romagna -una grande architettura territoriale, secondo la definizione di Lucio Gambi- appare opportuna l’organizzazione di un tributo, in termini di riflessioni e testimonianze scientifiche, riguardante questa straordinaria strada storica.

Una strada poleogenetica, capace cioè di generare un sistema urbano policentrico a sviluppo lineare che nei secoli ha determinato una forte scansione insediativa dove peculiarità, autonomia, carattere comune e complementarietà hanno trovato una naturale vocazione organica anche se spesso oggi rilevabile più in termini potenziali che nella realtà dei fatti.

Nell’intercalato tra città e campagna, oggi sempre più in crisi causa i processi opportunistici della conurbazione, ritroviamo diversi gradi e forme di aggregazione insediativa, e quindi di significato, che la Via Emilia è in grado di suscitare attraversando, coinvolgendo e denotando i luoghi.

Rispetto a questa sua funzione semantica, oltre che per il ruolo primigenio di fattore strutturante, non possiamo allora non attribuirle il primato di “principale monumento della Regione Emilia Romagna” dove, etimologicamente, “memini” ci invita a riflettere sulla memoria, su ciò che non possiamo dimenticare per quanto riguarda la storia del nostro abitare, e “moneo” per l’insegnamento che ne deriva rispetto alla responsabilità delle trasformazioni future dei luoghi, tra architettura e paesaggio, genti ed eventi, sul lungo corso della Via Emilia.

 

PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Reggio Emilia, Sala Conferenze dell’ex Tribunale, via Emilia San Pietro n.12
ore 9,30 – 13
saluti del Sindaco Vicario Ugo Ferrari
Paolo Barbaro - Un passaggio nel paesaggio: fotogenia della Via Emilia
Alberto Salarelli - La strada del gusto: considerazioni gastronomiche sulla Via Emilia e dintorni
Renato Rizzi - Opera da requiem
Carlo Quintelli - La linea di progetto

ore 14,30 – 18,30
Filippo Maria Gambari - La Via Emilia prima della via Emilia
Giovanni Brizzi - La Via Emilia: storia di una vocazione
Franco Farinelli - Mesopolis: origine e crisi del sistema urbano emiliano
Dibattito Per un manifesto della Via Emilia

 

 

 

Informazioni:
www.archeobologna.beniculturali.it

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Lun-Ven: 9.00-17.00

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