Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Il Rotulo 2 della Biblioteca Universitaria di Bologna: la Torah più antica del mondo

05/06/2013 , Bologna, Biblioteca Universitaria
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Ha fatto il giro del mondo la notizia, annunciata nella conferenza stampa del 28 Maggio indetta dalla Biblioteca Universitaria di Bologna e dall’Università, che il più antico rotulo completo della Torah oggi conosciuto è conservato nella Biblioteca Universitaria di Bologna.

L’importante scoperta è stata fatta dal professor Mauro Perani, ordinario di Ebraico presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, sede di Ravenna, che nel Rotulo 2 della BUB ha individuato un esemplare particolarmente prezioso della Torah, non riconosciuto a suo tempo dallo studioso e bibliotecario Leonello Modona, che, nel suo catalogo del 1889, lo aveva descritto come un esemplare del XVII secolo di non eccelsa fattura, basandosi sulle poche conoscenze paleografiche dell’epoca e non avendo a disposizione gli strumenti tecnologici di cui, oggi, possono avvalersi gli studiosi.

L’analisi codicologica e testuale del professor Perani ha invece messo in luce che questo lunghissimo rotulo di morbida pelle ovina (m 0,6 x 35,83), scritto con una bella grafia orientale antica (grafia quadrata orientale babilonese) su quattro colonne, risale a un periodo compreso tra la seconda metà del XII secolo e l’inizio del XIII (1155-1225 circa): la datazione è stata confermata da due analisi con il carbonio radioattivo, l’una svolta, sotto la guida del professor Lucio Calcagnile, dal Centro di Datazione e Diagnostica del Dipartimento d’Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento, l’altra effettuata dal Radiocarbon Dating Laboratory (Illinois State Geological Survey) dell’Università dell’Illinois, Urbana-Champaign.

Nel corso della conferenza stampa, che si è svolta nell’Aula Magna della BUB, il professor Perani ha sottolineato che questa scoperta sembra voler confermare il legame che unisce Bologna e la Torah: nella città di Bo-lan-yah (nella pronuncia dialettale possono ravvisarsi le parole ebraiche che significano: "In essa alloggia il Signore”) fu stampata nel 1482 la prima edizione del Pentateuco ebraico e, oggi, a Bologna si scopre il più antico rotulo della Torah. 

La direttrice della Biblioteca Universitaria, Biancastella Antonino, ha evidenziato, non senza emozione, che questa riscoperta del Rotulo 2 è un avvenimento che lascerà un segno indelebile nella pur lunga storia della BUB e non è certo casuale, ma premia, piuttosto, la tenacia della Biblioteca, soprattutto nell’ultimo quindicennio, nel perseguire un’attività costantemente rivolta alla valorizzazione del proprio patrimonio, attraverso varie campagne di catalogazione dei fondi storici, in particolare quelli in lingua orientale: 191 codici turchi sono stati completamente catalogati, così come 70 codici greci e 30 preziosi corani islamici, esposti per la prima volta in una mostra appositamente allestita. Così, anche nel caso della Torah, occasione della brillante scoperta del professor Perani è stata la ricognizione dell’intero fondo ebraico della BUB, ch’egli ha compiuto insieme a Giacomo Corazzol, incaricato di redigere un nuovo catalogo, che sarà pubblicato sul terzo numero della rivista “inBUB: ricerche e cataloghi sui fondi della Biblioteca Universitaria di Bologna” (Minerva edizioni), in uscita alla fine del mese di giugno. Questo importante contributo scientifico valorizza non solo il Rotulo 2, ma l’intero fondo ebraico della Biblioteca che, pur non essendo vasto, annovera codici di grande valore, come il celebre Canone di Avicenna (ms. 2197), le cui splendide miniature, riprodotte su innumerevoli libri, sono note in tutte il mondo.

L’interesse suscitato dalla nuova datazione del Rotulo 2 stimolerà certo ulteriori approfondimenti da parte degli studiosi, che forse avranno l’opportunità di fare altre scoperte: ad esempio, potrebbe essere svelata la provenienza di questa Torah, rimasta a tutt’oggi ignota.

In questa valorizzazione dei propri fondi, oltre che nella loro conservazione, consiste il compito istituzionale delle grandi biblioteche, che la BUB dimostra concretamente di assolvere: premiata oggi da un risultato la cui importanza è evidente anche a un pubblico non specialistico.

Il Direttore Generale dei beni Librari, dott.ssa Rosanna Rummo, si è congratulata con la Direttrice della BUB, alla quale ha espresso la sua personale soddisfazione e il Rettore dell’Università di Bologna, prof. Ivano Dionigi, oltreché soddisfazione ha assicurato la massima collaborazione dell’Alma Mater nella valorizzazione e tutela di questo prezioso cimelio dell’Umanità.

La Direttrice, infine si augura che l’improvvisa notorietà del Rotulo 2 serva ad attirare l’attenzione sulle Biblioteche storiche, alle quali mancano non solo mezzi economici e personale, ma anche giovani studiosi  e ricercatori che si applichino a tempo pieno sulle “sudate carte”, piuttosto che essere costretti ad andare all’estero. Se così fosse, le sorprese potrebbero essere ancora tante, ma non è un caso che la notizia che abbiamo appena commentato ha avuto molta più risonanza sulla stampa estera che in quella italiana. 

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