Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Monte Pillerone, Castello di Montechiaro (PC) - Aggiornamento della dichiarazione di notevole interesse

02 Il Monte Pillerone sullo sfondo del Castello di Montechiaro

Dal 1985, l'area della bassa Val Trebbia, in cui spicca il profilo del Monte Pillerone e, sulla sponda opposta, quello del Castello di Montechiaro, è tutelata in quanto riconosciuta di notevole interesse proprio per la peculiare qualità paesaggistica di questi due elementi e del territorio che li circonda. Per affrontare e gestire in modo coerente e rispettoso dei valori paesaggistici le proposte di evoluzione di quel territorio, che conosce sia fenomeni di nuova edificazione sia, per un'ampia parte, di abbandono delle attività agricole tradizionali e dell'insediamento sparso ad esse collegato, si era resa evidente la necessità di perfezionare ed aggiornare la dichiarazione, ridefinendone in modo più razionale il perimetro e ottimizzandone la disciplina normativa, sul modello adottato per le recenti dichiarazioni d'interesse emanate nei comuni di Monteveglio (BO) e Brisighella (RA).

La messa a punto della proposta conclude idealmente una importante fase di riflessione metodologica in merito alle nuove dichiarazioni di interesse, ossia una stagione di sperimentazione di un sistema, per la prima volta condiviso, di obiettivi e procedure, che ha coinvolto tutte le tre Soprintendenze per i Beni architettonici e paesaggistici attive in Emilia-Romagna. La Commissione regionale per il Paesaggio, composta da rappresentanti della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Piacenza, della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici per le province di Parma e Piacenza, della Soprintendenza per i Beni Archeologici e con il contributo dei Comuni di Travo e Rivergaro, ha quindi concretizzato la proposta di: "Dichiarazione di notevole interesse pubblico del Monte Pillerone - Castello di Montechiaro - Comuni di Travo e Rivergaro (Pc)", attualmente in fase di pubblicazione ai fini della presentazione di eventuali osservazioni.

L'area tutelata si estende nella media e bassa Val Trebbia e comprende parte del territorio meridionale del comune di Rivergaro e parte di quello a settentrione del comune di Travo. Il territorio gravitante tra il Monte Pillerone e la collina su cui svetta il Castello di Montechiaro possiede una composita qualità geo-morfologica che annovera aree fluviali, pedecollinari e di alta collina, entro la quale il paesaggio agrario si alterna ad estese aree di vegetazione spontanea pressoché intatta. Il Trebbia, il maggiore fiume della Regione per portata media, solca il territorio e ne i rappresenta, insieme alla boscosa mole del Pillerone, l'elemento più qualificante sotto il profilo paesaggistico.

I bacini idrografici del Trebbia e dei corsi d'acqua minori sono sovrastati dai crinali, linee privilegiate di visuale di un territorio in grado di offrire innumerevoli punti di osservazione: il crinale di Pigazzano, che domina la sottostante vallata sino a Piacenza e oltre, vanta senza dubbio una delle viste più ampie e suggestive, al pari di quelle godibili dall'alto del Castello di Montechiaro e dalle colline alle sue spalle, fino al borgo di Rallio.

La particolare suggestione è conferita a questi luoghi non solo dalle forme modellate dalla natura e assunte della vegetazione, ma anche dalla millenaria presenza dell'uomo, che sin dal Paleolitico inferiore (100.000 anni fa ca) ha scelto l'area pedecollinare della media Val Trebbia quale sede ideale per la pratica dell'economia di caccia e raccolta. Al termine dell'ultima glaciazione, gruppi di cacciatori mesolitici (10.000 - 7.000 anni fa ca) occuparono anche le zone umide della valle, e con l'acquisizione dell'agricoltura (VI millennio a.C.) i fertili terrazzi fluviali ospitarono i primi villaggi stabili, ben noti grazie alle indagini condotte a S. Andrea di Travo e S. Maria, e nelle località di Casa Gazza e Le Piane, queste ultime comprese entro l'area di tutela. A partire dall'età del Bronzo (II millennio a.C.), si sviluppò una progressiva tendenza ad arroccare gli abitati in posizione elevata, in risposta a strategie di difesa e controllo del territorio destinate a reiterarsi pressoché inalterate per secoli, nei periodi di maggiore instabilità e insicurezza.

Il popolamento di età romana, attestato fin dall'età repubblicana (seconda metà del II secolo a.C.), declinò invece una molteplicità di tipologie insediative, tra le quali si affermarono le ville di grandi proprietari terrieri, documentate dal rinvenimento di manufatti di particolare pregio, quali lo specchio in argento rinvenuto in località Pillerone, o, in aree a poca distanza dall'area tutelata, come poco a nord di Scrivellano, di resti di pavimenti a mosaico. Superata la crisi legata alla caduta dell'impero romano, il popolamento tornò ad intensificarsi tra Medioevo e Rinascimento, acquisendo quei caratteri che ancora oggi ne costituiscono l'elemento peculiare, riconoscibili nel sistema delle corti rurali, delle case torri, delle pievi e delle rocche fortificate: entro l'area sottoposta a tutela si eleva su di un poggio il castello Anguissola di Montechiaro, la cui funzione strategica a controllo della valle ha a lungo rivestito un fondamentale ruolo difensivo. L'assetto attuale del maniero risale al XVII secolo, fase in cui si avviò la ristrutturazione delle antiche rocche ormai in precarie condizioni statiche, e la loro contestuale trasformazione in residenze aristocratiche. La cartografia storica documenta anche il graduale sviluppo dei borghi di Pigazzano, Scrivellano e Rallio, e dei numerosi nuclei rurali che, sorti tra XVIII e XIX secolo, sono in parte ancora attivi.

Nel corso del Novecento, a causa della crescente urbanizzazione, tale assetto è stato progressivamente alterato da nuovi modelli insediativi che hanno rischiato di compromettere definitivamente la riconoscibilità storica dei luoghi e di recidere quello speciale rapporto che legava la presenza dell'uomo al contesto paesaggistico circostante. Fin dal 1985, pertanto, la dichiarazione di notevole interesse pubblico si pose l'obiettivo di contenere il dilagare di tale processo, stabilendo i primi principi per regolarne gli sviluppi in rapporto alle specificità del territorio; oggi è stata aggiornata definendo, in un clima di grande collaborazione fra le istituzioni coinvolte, un sistema normativo che dialoga, arricchendolo, con il sistema di pianificazione territoriale ed urbanistica vigente e che rivolge particolare attenzione alla qualità del paesaggio che è risultata dall'incessante dialogo fra uomo e ambiente fin qui delineato.

La nuova disciplina di tutela si è posta l'obiettivo di non limitarsi ad una serie di prescrizioni volte principalmente ad impedire interventi scorretti, prescrizioni comunque fondamentali e da strutturarsi in un sistema di regole certe che possano orientare efficacemente la progettualità di cittadini ed istituzioni. A questa funzione fondamentale è stata affiancata quella di favorire progetti di qualità e soprattutto una particolare attenzione è stata data all'importanza del mantenimento e della valorizzazione delle attività agricole presenti sul territorio, come capisaldi della presenza antropica e del persistere del rapporto fra uomo e ambiente che ha disegnato il paesaggio nel suo assetto storico.

Si sono inserite infine all'interno dello strumento risorse conoscitive per orientare la progettualità, quali un repertorio delle piante autoctone più adatte all'impianto nella zona, o l'individuazione di cartografie e percorsi storici e panoramici, o ancora di siti archeologici e monumentali, che possano servire come base conoscitiva nello sviluppo di percorsi di valorizzazione e promozione del territorio nei suoi valori culturali e paesaggistici.
(testo a cura di testo a cura di Ilaria Di Cocco - Ebe Chiara Princigalli, Ufficio paesaggio)

Documentazione scaricabile da:
http://territorio.regione.emilia-romagna.it/paesaggio/beni-paesaggistici/commissione-regionale-per-il-paesaggio-1/travorivergaro

 

 

Informazioni:
sr-ero.paesaggio@beniculturali.it

01 Carta storica (1821) dell'area del Monte Pillerone e del Castello di Montechiaro02 Il Monte Pillerone sullo sfondo del Castello di Montechiaro03 Il Castello di Montechiaro04 Il fondovalle del Trebbia05 Veduta panoramica da Pigazzano del Castello di Statto06 Scrivellano07 Veduta da nord-ovest. Il borgo di Lanera e sullo sfondo il Pillerone08 Veduta da sud-est. Il Borgo di Rallio con sullo sfondo il Castello di Montechiaro e il Monte Pillerone09 Piccola strada da Lussano a Castel Volpi10 Ancora Montechiaro e il Pillerone11 Paesaggio ad ovest dell'area tutelata

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