Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Monteveglio (BO), riconoscimento del notevole interesse del paesaggio dell’area collinare

 
La collina di Monteveglio vista arrivando da Bologna
Dal 12 marzo 2014 è ufficialmente reso pubblico il riconoscimento del notevole interesse paesaggistico dell’area collinare del comune di Monteveglio, che ha perfezionato ed esteso le tutele garantite già dal 1995 dall’istituzione del “Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio".
Il riconoscimento, promosso dalla Commissione Regionale per il paesaggio su iniziativa della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna, comprende un territorio la cui gran parte (quasi l’80%) era già tutelata paesaggisticamente, in quanto ricadente in ambito fluviale, boschivo o entro i limiti del parco, e di cui viene sancito con un provvedimento di portata nazionale il valore unitario e di grande interesse.
 
La collina di Monteveglio viene con questo provvedimento a trovarsi al centro di un palcoscenico, le cui quinte sono garantite dai profili delle colline che la circondano, e su cui si attestano splendide vie panoramiche, come la via di Montebudello. Il nuovo perimetro viene infatti a collocarsi sui crinali che delimitano, ad est ed ad ovest, l’orizzonte visivo dell’Abbazia di Monteveglio, comprendendo così entrambi i versanti delle valli del Rio Marzatore e dei torrenti Samoggia e Ghiara, i cui corsi solcano il territorio modellandone la fisionomia e caratterizzandone la biodiversità. I corsi d’acqua hanno origine da bacini calanchivi, le cui aspre creste si alternano ai dolci rilievi scanditi da vigneti e filari arborei, agli impervi boschi delle cime più alte, ai morbidi prati distesi sui pendii e al paesaggio schiettamente agrario della pianura, originando così un’incantevole sequenza di contrasti e colori, che il volgere delle stagioni rende mutevole e mai eguale.
La gran varietà di formazioni rocciose che compongono il sostrato geologico determina inoltre una combinazione diversificata di ecosistemi, ciascuno dei quali caratterizzato da una peculiare diffusione della flora spontanea e della fauna selvatica, che annovera grandi e piccoli mammiferi, specie anfibie ed acquatiche, una nutrita avifauna e una molteplicità di insetti.

La particolare suggestione del paesaggio acquisisce caratteri di eccezionalità in virtù della stretta, inscindibile, relazione tra gli aspetti geologici, naturalistici e ambientali e le tante testimonianze archeologiche e architettoniche che ci consentono di riconoscere e ricostruire gli sviluppi del popolamento e le tracce del millenario, fecondo, scambio tra l’uomo e la natura. Il territorio che circonda Monteveglio conserva infatti considerevoli tracce relative al più antico popolamento della Regione che ci riportano indietro addirittura sino al Paleolitico inferiore; una sporadica frequentazione umana è qui attestata anche nel corso del Paleolitico superiore e del Mesolitico, e al Neolitico antico si data il primo insediamento nell’area di gruppi umani dediti all’agricoltura. La documentazione si fa assai più fitta in età storica, con consistenti testimonianze etrusche, celtiche e infine romane.
Il castrum di Monteveglio rivestì un importante ruolo difensivo durante tutto il Medioevo: feudo dei conti di Canossa dalla metà del X secolo, nel 1092 resisté per mesi all’assedio dell’imperatore Enrico IV deciso ad attaccare Matilde, costringendolo infine alla ritirata. Nel corso dei secoli successivi, Monteveglio, a lungo contesa fra Modena e Bologna, subì assedi, distruzioni, ricostruzioni e passaggi di mano, sino all’episodio del 1527 che la vide respingere i Lanzichenecchi al seguito dell’imperatore Carlo V. La testimonianza più significativa del passato della cittadina -oggi Monteveglio Alta-, è rappresentata dal Complesso Abbaziale romanico di Santa Maria, eretto tra il XII e il XIII secolo alla sommità dell’alto colle, sui resti di un preesistente edificio di culto.
 
L’abbazia possiede impianto a tre navate e tre absidi, e racchiude, nella cripta, alcuni elementi architettonici longobardi di riutilizzo, pertinenti al preesistente edificio religioso. Del vicino castello resta invece in piedi il solo portale d’accesso, sormontato da un imponente torrione merlato trecentesco. Nel territorio circostante l’antico borgo, elementi significativi dell’insediamento storico sono rico noscibili nella viabilità di impianto romano e medievale (Via Cassola), nelle molteplici corti coloniche sparse sui rilievi e nelle valli, nei peculiari mulini medievali ancora visibili lungo i torrenti Samoggia e Ghiara, tutti elementi che conferiscono caratteri di unicità ad un territorio in grado di appagare, con molteplici spunti, le aspettative del turista più attento ed appassionato.
Una delle vie che solcano le colline di Monteveglio
 
Il provvedimento di tutela infine è uno dei primi in Regione che stabilisce un sistema di indicazioni e regole certe per poter progettare i cambiamenti del territorio nel rispetto dello straordinario paesaggio che lo caratterizza. Tale “disciplina d’uso” si muove quindi in un’ottica di trasparenza dell’amministrazione che rende espliciti i criteri delle sue valutazioni e autorizzazioni, e nasce da un lungo lavoro che ha visto collaborare strettamente tutti gli enti (Ministero, Regione, Provincia, Comune) che compongono la Commissione Regionale per il paesaggio.
 
(testo a cura di Ebe Chiara Princigalli – Ilaria Di Cocco, Ufficio paesaggio)
 
 
 
Allegati:
   
 
Informazioni:
sr-ero.paesaggio@beniculturali.it
 
 
1 Abbazia di Monteveglio - particolare dell'abside2 Veduta dei calanchi dall'alto dell'abbazia di Monteveglio3 Le colline viste da via Montebudello - Monteveglio4 La valle del Marzatore da via  Montebudello - Monteveglio5 Le colline nell'area sud del Parco di Monteveglio6 Percorrendo il confine sud di Monteveglio7 Veduta dall'abbazia di Monteveglio dal crinale che segna il limite orientale della tutela

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