Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Nuove tutele paesaggistiche

In Emilia-Romagna già più di 200 piccole e grandi aree paesaggistiche, dagli spettacolari meandri del fiume Trebbia a Bobbio fino all’altrettanto impressionante rupe di San Leo, hanno visto riconosciuto nel corso del Novecento e fino ad oggi il loro notevole interesse.
Sono aree che così vengono tutelate da trasformazioni improprie e snaturamenti, e più volte il riconoscimento del notevole interesse è stato seguito dall’istituzione di veri e propri parchi e riserve, regionali e nazionali, come, per fare solo qualche esempio, nel caso della Pietra di Bismantova, della Salse di Nirano, dei Sassi di Rocca Malatina, della Pineta di Cervia.
Ancora oggi si assegnano nuovi riconoscimenti a paesaggi peculiari e da salvaguardare, e il Codice dei Beni Culturali dal 2004 prevede anche che si stabilisca, in un’ottica di trasparenza dell’amministrazione pubblica, una “disciplina d’uso”, cioè un sistema di indicazioni e regole certe per poter progettare i cambiamenti del territorio nel rispetto dello straordinario paesaggio che lo caratterizza.

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