Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Campo di Fossoli, lavori per tutelare la memoria

di MARIA SILVIA CABRI 
CONSERVARE la memoria della deportazione e preservare dall' oblio la storia di tante persone. Sono iniziati da un mese i lavori all' ex Campo di concentramento di Fossoli: un intervento importante, concreto ma dal grande valore anche simbolico, in quanto finanziato dallo stesso Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo. Oggetto delle opere, dirette dalla Direzione per i beni culturali e paesaggistici dell' Emilia-Romagna, in accordo con il comune di Carpi e la Fondazione ex Campo Fossoli, sono due baracche. «Si tratta della messa in sicurezza di edifici già in stato di forte precarietà, che il terremoto del 2012 ha contribuito a rendere di assoluta urgenza con nuovi dissesti e crolli - spiega Marzia Luppi, direttrice della Fondazione -. Il Ministero, congiuntamente alla Direzione regionale, hanno compreso la necessità di un intervento tempestivo, ed i lavori sono iniziati». Il fondo erogato dal Mibac ammonta a 100 mila euro. «E' per noi una grande soddisfazione - prosegue - ma anche una notevole responsabilità, vista la complessità e il costo dei progetti». Sono state scelte due baracche a ?campione', secondo un criterio economico e uno storico.
SOTTO il primo aspetto, si è optato per le baracche che presentano in modo accentuato una serie di problemi riscontrabili anche in altri edifici, così da essere una sorta di ?laboratorio' di esperienza per i prossimi interventi. Dal punto di vista storico, sono state scelte baracche simboliche, che possano fungere da punto di appoggio per le visite guidate. Per entrambe è stato adattato il criterio della reversibilità: ogni intervento deve poter essere reversibile nel tempo, per tutelare al massimo l' autenticità della storia. «Questo primo progetto consentirà l' elaborazione di un piano complessivo e concreto, consono alla realtà del Campo». I lavori già avviati, che prevedono l' eliminazione di vegetazione infestante, la messa in opera di puntellature di strutture pericolanti e la rimozione e selezione delle macerie, preludono infatti ai futuri interventi già previsti nel programma delle opere pubbliche del Commissario delegato alla ricostruzione. «Il nostro auspicio è di riuscire presto ad intervenire su una terza baracca, nel settore dei ?politici', e sulla chiesetta costruita dai profughi giuliano-dalmati del villaggio San Marco - conclude Luppi -, per creare una sorta di itinerario strategico che abbracci il Campo sotto il punto di vista fisico e storico, a testimonianza delle varie fasi che ha attraversato nel tempo».

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