Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Viaggio nelle chiese distrutte tra tiranti e tubi in acciaio

di VALERIO FRANZONI 
UNA SELVA di tiranti e tubi innocenti albergano oggi all' interno delle chiese di San Paolo e dell' Oratorio della Beata Vergine di S. Luca di Mirabello e di San Martino di Tours a Buonacompra, diventate simbolo della forza distruttrice del terremoto che nel 2012 ha colpito l' Emilia. Ciò che ne resta è stato messo in sicurezza, le macerie che giacevano all' interno sono state selezionate e rimosse, in attesa che venga progettata la ricostruzione. Ieri, le due strutture sono state eccezionalmente riaperte ai cittadini dopo la prima fase di lavoro per una visita guidata all' interno su iniziativa della direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell' Emilia-Romagna, in collaborazione con la Curia di Bologna, le parrocchie e le amministrazioni comunali.
A PICCOLI gruppi, i visitatori sono entrati muniti di caschetto e i tecnici incaricati dei lavori di messa in sicurezza hanno fornito dati storici delle due strutture, hanno spiegato le tipologie di intervento compiute e le difficoltà incontrate per rendere sicure le mura. «Questo incontro - ha affermato il sindaco di Mirabello, Angela Poltronieri - è servito a raccontare tutto il lavoro che sino ad oggi è stato compiuto e che ha permesso di ridurre la zona rossa sulla nostra piazza, saldando al corpo della struttura la facciata di San Paolo». L' impatto emotivo, una volta all' interno, è stato forte per molti dei visitatori, «questa chiesa - ha spiegato Carla Di Francesco, direttore regionale del Mibac - e quella di Buonacompra rappresentano i ?casi' più gravi. Le operazioni svolte hanno permesso di eliminare tutta una serie di pericolosità nelle aree in cui gli edifici sono situati. E ci permetteranno ora di fare gli opportuni rilievi, cominciare quest' anno la stesura del bando di progettazione per il recupero». A Buonacompra, frazione di Cento, tanti cittadini, sfidando la pioggia, non hanno perso l' occasione di entrare nella chiesa, scattare qualche foto e recepire qualche curiosità. Come il fatto che la struttura fu riedificata nel 1870, nella sede lasciata vacante da una precedente chiesa risalente al ?500 (quando ancora il paese si chiamava Malacompra), alla quale era associato anche il campanile che è stato danneggiato dal sisma e che è stato necessario ?smontare' a poche settimane dal terremoto, in quanto incombeva su via Bondenese. «Se si vuole trovare un lato positivo, il crollo - affermano i tecnici - ha fatto sì che si salvasse ciò che resta dell' edificio». «Credo sia stato fatto un grande lavoro», ha commentato l' assessore alla cultura di Cento, Claudia Tassinari. Si sono ricordate anche le opere salvate dalle macerie, oggi conservate al palazzo Ducale di Sassuolo per i restauri.

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