Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Una corsa per salvare i tesori d' arte

di Stefano Luppi
«Nei centri terremotati della Bassa abbiamo praticamente concluso la messa in sicurezza di chiese e palazzi. Siamo a oltre il 90% dei beni, lo ritengo un importante obiettivo raggiunto». È sorridente e soddisfatta Carla di Francesco direttore ministeriale dei Beni Culturali nel fare il punto della situazione di un anno di lavoro per proseguire nel salvataggio del patrimonio artistico e culturale dell'area ferita dal sisma. Un lavoro enorme che, al netto di tanto dolore e sofferenza di chi ha perso casa e lavoro, resta fondamentale perché ha a che fare con l'identità di luoghi abitati da secoli. «Nei 650 milioni di euro - spiega la Di Francesco - che la comunità europea ha messo a disposizione del commissario Errani ci sono ovviamente anche i fondi per i nostri interventi. Abbiamo lavorato tutti molto e concluso la messa in sicurezza di luoghi importanti, mi vengono ad esempio in mente le chiese di San Biagio in Padule e di Disvetro oltre ad alcuni luoghi ferraresi poco lontani. In particolare da novembre a oggi abbiamo lavorato a questi e una decina di altri luoghi: si tratta di dieci luoghi messi in sicurezza, in modo che nella chiesa e nel palazzo non piova più dal tetto scoperchiato, con una somma di circa 2,5 milioni di euro di fondi europei. Anche i comuni si sono dati un gran daffare e appunto con la fine dell'anno siamo giunti al 90% di beni tutelati messi in sicurezza. Sono soddisfatta». Ora ci sono i progetti che partono con i fondi 2013-14 del commis- sario. «Già, noi, i comuni, gli enti religiosi operiamo per progetti e attraverso una commissione comune: a marzo prossimo scade la data per la presentazione dei progetti preliminari relativi al restauro, in estate vediamo assegnati gli appalti e in settembre partirà nei centri il cantiere vero e proprio. Non mi pare si stia con le mani in mano». Nei lavori del primo anno sono compresi anche quasi tutti i palazzi municipali, come ad esempio quelli di Mirandola e San Felice, oppure alcuni teatri e pure il Castello Estense di Ferrara. Ogni ente proprietario ha individuato le proprie priorità. A Carpi invece abbiamo già riaperto il teatro e quasi per intero palazzo dei Pio, mentre il Duomo speriamo di riaprirlo entro l'anno». Come vanno i rapporti con parrocchie e comuni? «Oggi bene, anche se abbiamo più rapporti con le curie. Il 2013 è stato in questo senso un anno di grande unità, ci siamo aiutati a vicenda con le messe in sicurezza assumendoci anche una parte di lavori grazie alla loro delega. Ovviamente con i comuni lavoriamo quotidianamente e ricordo il caos dell'inizio ma oggi è molto diverso». Quali le cifre del primo anno? «Per il primo piano 2013-14 i beni culturali hanno avuto a disposizione 300 milioni di euro, non è poco e apriremo tanti cantieri e poi arriveranno altri fondi»Le attività molteplici dell' architetto Carla di Francesco nell' ambito dei beni culturali e del terremoto si allargano rispetto ai territori della Bassa.
«A fine gennaio - spiega il direttore regionale del Ministero - noi chiudiamo un accordo con il Comune di Vignola per l' apertura su quel territorio di uno spazio dedicato agli archivi. In particolare abbiamo individuato un capannone sul quale parte un cantiere per la riqualificazione e la dotazione di impianti in modo tale da avere presto un deposito protetto dove collocare gli archivi parrocchiali e comunali di diversi centri della Bassa terremotata».
Anche questi luoghi, così importanti per la memoria del centri del cratere, necessitano infatti di essere salvaguardati ed è questo l' obiettivo di questa decisione: «Se ne occupa la Soprintendenza archivistica e il capannone servirà anche per stoccare alcuni fondi dell' archivio di Stato di Modena in occasione del' adeguamento del palazzo».
L' intervento sul palazzo storico archivistico di via Cavour a Modena per ora costerà due milioni di euro, mentre l' intervento a Vignola è a quota 400mila euro».

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