Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

«Sisma, via ai lavori in 12 chiese»

LE FERITE del sisma sono ancora visibili sul territorio ferrarese, soprattutto dal punto di vista dei luoghi di culto. Sulla situazione attuale della riapertura delle chiese ha fatto il punto il vicedirettore dell' Ufficio diocesano per i beni culturali e l' arte sacra, don Stefano Zanella. «L' iter che è stato intrapreso tra l' Ufficio sisma della Conferenza episcopale dell' Emilia-Romagna, la Regione Emilia-Romagna e la Direzione regionale per i beni culturali ha portato all' emanazione di un' ordinanza che ha visto per l' arcidiocesi di Ferrara-Comacchio l' inserimento di 14 chiese sotto la giurisdizione dell' Ordinario diocesano e all' interno del cratere sismico: la chiesa di Coronella, la chiesa di Pilastri, la chiesa di Monestirolo, la chiesa di San Nicolò d' Argenta, la chiesa di Ospitale di Bondeno, chiesa del Gesù a Ferrara, chiesa di Santo Stefano a Ferrara ( nella foto ), Il duomo di Bondeno ed il campanile, la chiesa di Santa Chiara a Ferrara, l' oratorio di Sant' Antonio a Francolino, la chiesa di Boara, la chiesa della Sacra Famiglia e la chiesa di Zerbinate». Don Zanella ha poi spiegato il percorso che ha portato alla formazione di questo elenco. «A luglio del 2012 all' arcidiocesi di Ferrara-Comacchio era stato chiesto dalla Regione Emilia Romagna di individuare un elenco di edifici di culto danneggiati dal sisma che con un costo inferiore ai 40mila euro (da ritenersi come un primo stralcio d' intervento) consentisse la riapertura degli edifici di culto nel più breve tempo possibile».
QUESTA ipotesi di lavoro iniziale è stata «accantonata e con l' ordinanza 83 del 5 dicembre 2012 sono stati inseriti i costi complessivi dell' intervento sulle chiese individuate a luglio e sopracitate. Il costo complessivo - ha aggiunto don Zanella - serviva per un ripristino strutturale o un miglioramento sismico dell' edificio di culto danneggiato dal sisma. La progettazione e le successive autorizzazioni hanno avuto bisogno di un tempo necessario, sia per valutare i danni all' edificio di culto - non è da nascondere l' inadeguatezza di alcuni progetti presentati dai tecnici incaricati per mancanza di tempo e di materiale informativo - sia per comprendere da parte dell' arcidiocesi l' iter da intraprendere per ottenere un parere congiunto (Regione e Mibac) di fattibilità all' intervento sulle chiese». Ad oggi, conclude il sacerdote, di questi 14 edifici di culto «abbiamo ottenuto l' autorizzazione a procedere coi lavori per 12 edifici. Mancano all' ordine il duomo di Bondeno e la torre Matildea perché la progettazione è partita in ritardo di due mesi rispetto ai restanti 12 edifici. Non è da nascondere la fatica dell' attesa da parte delle comunità parrocchiali e da parte dell' arcidiocesi, ma questo tempo è stato utile sia per comprendere meglio l' iter procedurale della progettazione, sia per realizzare un programma per le opere pubbliche ed i beni culturali (?Piano di Ricostruzione') che è stato promulgato il 30 settembre 2013. La progettazione e la successiva autorizzazione dei progetti avrà bisogno di un tempo necessario, normato dalla legge, per consentire l' avvio dei lavori e la successiva riapertura dei luoghi di culto».

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