Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Monumento a Giuseppe Garibaldi

Monumento a Garibaldi
 
Collocazione: Via Indipendenza Bologna
Autore del monumento: Arnaldo Zocchi (1862 –1940)
Datazione: 1900
Materiale costitutivo: bronzo e granito rosa di Baveno
Dimensioni: altezza totale monumento: m. 8,70
statua bronzea (vuoto-pieno): m 3,80 (h) x 4,20 x 1,70
Imprese esecutrice: Leonardo s.r.l.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Notizie Storiche
La scultura equestre in bronzo è realizzata da Arnaldo Zocchi (1862-1940), considerato uno tra gli scultori fiorentini di maggior successo dell’inizio del ’900, sia in Italia sia all’estero. Il gruppo scultoreo viene fuso nelle fonderie romane della Ditta Bruni: la firma dell’artista e l’attestazione della fonderia sono incise nella base del bronzo.
Il monumento è collocato in via dell’Indipendenza, asse fondamentale della viabilità del centro città, realizzato nel XIX secolo e parallelo a via Galliera, Cardo della città romana.
L’inaugurazione avviene nel luglio 1900 alla presenza, tra gli altri, del deputato Andrea Costa.
Il cavaliere è composto da cinque elementi principali (il corpo, gli avambracci con le mani, le gambe con i piedi), mentre il cavallo è articolato in tre gruppi (la testa e il collo, la coda, il corpo con gli arti solidali alla scatola basamentale). Gli elementi decorativi e le finiture del cavallo sono stati assemblati meccanicamente al resto della fusione.
Il basamento, in granito rosa di Baveno è opera della Ditta Venturi di Bologna. Sul prospetto verso via dell’Indipendenza le Società Operaie Bolognesi hanno posto una corona in bronzo in occasione del bicentenario della nascita di Garibaldi (1807-1882).

Stato di conservazione preliminare al restauro

Monumento bronzeo
Il monumento, oggetto di un recente intervento di restauro da parte del Comune di Bologna, si presentava in discreto stato di conservazione.
Da una prima ricognizione, si è rilevata la presenza di numerosi “difetti” di fusione: la superficie appariva porosa e diffusamente segnata dai i tasselli inseriti per sanare le “soffiature”, bolle d’aria rimaste imprigionate nel getto di fusione.
L’assemblaggio delle parti che compongono il monumento avviene tramite saldature che, talvolta, rinforzano una precedente imbullonatura.
Le zampe anteriori del cavallo erano segnate da una percolazione di ossido di ferro e da uno spesso strato di sali che fuoriusciva da alcuni cretti, per cui si è reso necessario procedere con un approfondimento diagnostico.
Una prima indagine, per visionare l’interno della fusione, è stata effettuata introducendo una videocamera attraverso i fori di aerazione presenti sulle bisacce. Si è potuto documentare che all’interno delle zampe è ancora presente la terra di fusione, dalla quale emergono elementi in ferro fissati in modo non strutturale al ventre del cavallo. Tutte e quattro le staffe sono interessate da fenomeni ossidativi, in modo più accentuato quella anteriore destra. Una successiva indagine endoscopica effettuata attraverso l’introduzione di una sonda all’interno della scatola basamentale, ha permesso di escludere che le staffe in ferro potessero avere funzione strutturale, sia a causa delle loro esigue dimensioni, sia perché esse si interrompono sopra l’altezza dello zoccolo del cavallo. Si ritiene, perciò, che solo la fusione in bronzo abbia funzione strutturale giustificando il notevole spessore della scatola basamentale che fa parte della stessa fusione delle zampe.
Un’ulteriore indagine, eseguita per verificare il contenuto delle zampe introducendo l’endoscopio attraverso un foro praticato all’altezza del ginocchio, ha permesso di rilevare la presenza di un ristagno d’acqua filtrata dalla terra di fusione. I fori di areazione posti sopra le bisacce, infatti, pur consentendo la ventilazione all’interno del monumento, si trovano in una posizione di raccolta delle acque meteoriche; per questo motivo si è reso necessario mettere in opera un sistema di protezione che consenta la circolazione dell’aria ma non l’ingresso dell’acqua.
Le staffe in ferro, inserite quindi sin dalla fusione, potrebbero avere avuto inizialmente la funzione di tenuta per la creta del modellato sulla quale è stata poi posata la cera prima della fusione.
Le indagini diagnostiche hanno permesso sia di escludere la funzione strutturale dei ferri interni, sia di operare una ricognizione generale sullo stato di conservazione del monumento e sulle sue caratteristiche costruttive. Sulle superfici sono stati riscontrati diffusi depositi di particellato atmosferico e aggregati di diversa natura e coerenza. Le diffuse alterazioni cromatiche sono state causate da depositi terrosi e croste nere, percolazione di prodotti di corrosione. I fenomeni di corrosione sono stati riscontrati in corrispondenza delle superfici maggiormente esposte all’azione degli agenti atmosferici, dello smog e delle deiezioni acide dei volatili (ved. Scheda introduttiva).

Basamento Lapideo
Il basamento appariva in buono stato di conservazione anche a seguito dell’intervento a cura della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici nell’estate del 2010.
Le superfici presentavano, comunque, depositi superficiali di varia natura e coerenza: guano, strati polverulenti e patine biologiche.
Si potevano osservare anche alterazioni cromatiche causate dalla percolazione dei prodotti della corrosione del bronzo e fenomeni di degrado, di limitata entità quali scagliature e piccole mancanze.


Intervento di restauro

Monumento bronzeo
L’intervento di restauro ha previsto la rimozione dei depositi superficiali, quali polveri, terriccio e guano con aspiratori e pennelli morbidi; i depositi compatti sono stati asportati con una pulitura sgrassante ad acetone e successivi lavaggi delle superfici con acqua demineralizzata.
In seguito alla pulitura è stato ritenuto opportuno procedere alla disidratazione delle superfici metalliche per l’eliminazione dei residui di acqua con solventi organici e getti di aria calda.
I prodotti di corrosione e le incrostazioni terrose sono stati rimossi con strumenti meccanici quali microablatori, microfrese, microtrapani, bisturi e matite a fibra di vetro.
Successivamente si è proceduto al trattamento inibitore della corrosione, alla microstuccatura delle fessure, al riequilibrio cromatico mediante cera pigmentata ed alla protezione finale delle superfici metalliche.


Basamento Lapideo
L’intervento di restauro ha previsto la rimozione dei depositi superficiali quali polveri, terriccio e guano con aspiratori e pennelli morbidi e il trattamento biocida.
I depositi parzialmente aderenti sono stati asportati con una blanda pulitura chimica mediante impacchi di carbonato di ammonio in soluzioni e tempi di applicazione definiti in base ai test di pulitura e variabili a seconda della tenacia del deposito.
I depositi compatti e particolarmente adesi al substrato, sono stati asportati mediante sistema laser.
Il vandalismo grafico in corrispondenza del prospetto ovest è stato rimosso con solventi gelificati secondo le indicazioni fornite dalle linee guida Contro il vandalismo grafico della Direzione Regionale per il Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna (ved. Scheda Introduttiva).
Le stuccature danneggiate o considerate non idonee per composizione ed aspetto sono state rimosse meccanicamente e successivamente rinnovate con malte di calce idraulica e inerti con granulometria e cromia tali da riproporre una texture simile all’originale.
Infine, a scopo preventivo, si è proceduto all’applicazione del trattamento biocida e di un protettivo antiscritta come previsto dalle citate linee guida.
 

A cura di Manola Guerra, Antonella Pomicetti

L'articolo è stato redatto anche sulla base della documentazione presentata dall'impresa esecutrice a conclusione dei lavori come previsto dal DPR 207/2010, art. 250


Galleria di immagini

1. Monumento a Giuseppe Garibaldi, prima del restauro, particolare2. Monumento a Giuseppe Garibaldi, prima del restauro, particolare3. Monumento a Giuseppe Garibaldi, prima del restauro, particolare4. Monumento a Giuseppe Garibaldi, prima del restauro, vista laterale5. Monumento a Giuseppe Garibaldi, prima del restauro, vista laterale6. Monumento a Giuseppe Garibaldi, prima del restauro, dettaglio7. Monumento a Giuseppe Garibaldi, prima del restauro, dettaglio8. Monumento a Giuseppe Garibaldi, durante il cantiere di restauro, particolare9. Monumento a Giuseppe Garibaldi, durante il cantiere di restauro, particolare10. Monumento a Giuseppe Garibaldi, durante il cantiere di restauro, particolare11. Monumento a Giuseppe Garibaldi, durante il cantiere di restauro, particolare12. Monumento a Giuseppe Garibaldi, durante il cantiere di restauro, particolare13. Monumento a Giuseppe Garibaldi, dopo il restauro14. Monumento a Giuseppe Garibaldi, dopo il restauro, particolare15. Monumento a Giuseppe Garibaldi, dopo il restauro, dettaglio16. Monumento a Giuseppe Garibaldi, dopo il restauro, dettaglio

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