Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

I luoghi della memoria: celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia

Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Progetto “I luoghi della memoria”. Restauro dei monumenti a Giuseppe Garibaldi, al Popolano e a Vittorio Emanuele II.

Il progetto “I luoghi della memoria” è un’iniziativa che ha interessato l’intero territorio nazionale, collocata all’interno delle Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. A Bologna ha prodotto i lavori di restauro che da aprile ad agosto 2011 hanno interessato il monumento a Garibaldi in via Indipendenza, il monumento al Popolano in piazza VIII Agosto, il monumento a Vittorio Emanuele III ai Giardini Margherita.
I tre cantieri, riconoscibili per i simboli ed i colori che li hanno contraddistinti, sono nati dalla collaborazione tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Unità Tecnica di Missione e la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna e hanno rappresentato un luogo tecnico di incontro e di confronto che ha consentito di restituire alla città opere che caratterizzano alcuni dei luoghi più vissuti. Inoltre, la riconoscibilità e la visibilità dei cantieri hanno avuto il merito di riportare l’attenzione dei cittadini su quei monumenti-simbolo della storia d’Italia, altrimenti poco considerati.
La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna era già intervenuta sui tre basamenti nell’agosto 2010, all’interno di un più vasto progetto che coinvolgeva anche il Comune di Bologna e che ha portato alla stesura e alla pubblicazione delle linnee guida contro il vandalismo grafico (Contro il Vandalismo grafico. Il centro storico di Bologna: sperimentazione e linee guida, a cura della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna, Minerva Edizioni, giugno 2010) .
La conduzione e la conclusione dei lavori sono state possibili anche grazie al coinvolgimento della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, dei Carabinieri del Nucleo di Tutela, e del Comune di Bologna proprietario dei monumenti.

Il degrado dei monumenti in bronzo in ambiente urbano

Questo tipo di degrado, conosciuto come “corrosione preferenziale”, è principalmente dovuto all’atmosfera urbana e all’effetto delle piogge acide.
Le superfici mostrano una solfatazione delle patine molto pronunciata nelle aree rivolte verso l’alto, mentre le parti di scorrimento delle acque meteoriche sono fortemente deturpate da colature di colore chiaro frammisto a depositi incoerenti. La patina, che nei monumenti in bronzo conservati all’aperto è comunemente composta da solfati poco idrati (Brocantite ed Antlerite, i principali minerali) e da alcuni sali di corrosione dello stagno, viene convertita dalle piogge acide in solfati molto idrati, e per questo solubili e dilavati dalla pioggia, anche grazie al ruolo di catalizzatore svolto dai nitrati provenienti dall’ambiente circostante.
Dopo qualche tempo, poiché l’acqua tende a scorrere sempre negli stessi punti, si formano delle striature chiare, composte di solfati con uno stato di idratazione maggiore di quelli circostanti, dando luogo ad un fenomeno corrosivo di origine galvanica che si aggiunge a quello chimico portato dall’ambiente circostante.
Le aree rivolte verso l’alto invece, essendo continuamente dilavate dalle piogge, non conservano più alcuna traccia dei solfati originari, ma sono composte prevalentemente da solfati di rame fortemente idrati che vengono continuamente dilavati e sostituiti da nuovi solfati di rame provenienti dalla lega e prodotti dal processo corrosivo. Si ha così una forte perdita di superficie. Al contrario, dove l'acqua non trova canali di scorrimento, il particellato atmosferico più pesante forma sottili strati. In queste zone la colorazione appare più scura per la formazione di una patina stratificata e compatta che nelle zone più arretrate e protette della superficie, si trasforma in croste nere: vere e proprie protuberanze che, oltre a creare il deterioramento della lega, modificano il modellato.

 

A cura di: Manola Guerra, Antonella Pomicetti

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