Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

26 e 27 settembre 2009: Giornate Europee del Patrimonio - L'Italia tesoro d'Europa

Emilia-Romagna
26 e 27 settembre, 2009 - Evento
Ministero per i beni e le attività culturali - http://www.beniculturali.it/mibac/opencms/MiBAC/sito-MiBAC/Menu-Utility/Ricerca-Eventi/Ricerca-Giornate-Europee-2009/index.html -
GEP 2009

Dai monumenti all'arte attraverso il paesaggio, l'Europa svela i suoi tesori. L'occasione di riscoprire la ricchezza storica e culturale dei 49 paesi firmatari della Convenzione culturale del Consiglio d'Europa viene offerta ogni anno dalle Giornate Europee del Patrimonio. Il termine patrimonio, la cui etimologia rimanda al concetto di eredità del padre, intesa come trasmissione orale del sapere di generazione in generazione, oggi indica l'insieme dei beni di una persona o di un gruppo costituito. Più estesamente, designa quell'insieme di beni, materiali e immateriali, capace di tessere un legame fra esseri umani uniti da una storia comune e di determinarne il modo di vivere e le regole dello stare insieme. Lo scopo delle Giornate é di sensibilizzare il pubblico nei confronti di quel patrimonio e della sua conservazione. E se il successo di una manifestazione si misura dalla sua longevità, nessuno può dubitare che questa abbia raggiunto il suo obiettivo, perché, dal 1991, l'appuntamento settembrino viene atteso dai cittadini europei come un evento culturale ricco di attrattive e di stimoli.

In ambito Europeo, l'Italia è simile ad uno scrigno che racchiude un tesoro incomparabile costituito di gioielli disseminati sull'intero territorio. Le leggi che disciplinano la loro salvaguardia sono tra le più rigorose e antiche nel mondo. Anche se perfettibili, di certo sono garanti del fatto che il patrimonio è proprietà dei cittadini, titolari della sovranità popolare, perciò lo Stato, pur premurandosi di tutelare il paesaggio, l'archeologia, l'architettura, l'arte, le raccolte librarie e documentarie, non dimentica di promuoverne una migliore conoscenza e fruizione sia attraverso la ricerca scientifica che attraverso più accattivanti attività culturali. E' per questo che, in vista delle Giornate Europee del Patrimonio, nell'ultimo week end di settembre, il MiBAC e i suoi Istituti coinvolgono enti, associazionie privati e insieme ad essi lavorano per trasformare archivi e biblioteche, aree archeologiche, monumenti e musei, ville, parchi e giardini in luoghi di accoglienza, di rappresentazione, di incontro, di scambio culturale per grandi e piccini.

In Emilia-Romagna il programma per il 2009 è come sempre stimolante. E' un invito a cercare le cose nascoste e gli aspetti meno noti del patrimonio: una caccia al tesoro che può cominciare a Bologna, uscire in provincia e toccare tutte le città capoluogo e i loro territori. Qualche spunto per la partenza.

A Bologna, a palazzo Marescalchi, una curiosa esposizione di libri, fotografie e documenti ricorda l'approvazione della prima legge di tutela dei beni culturali cento anni fa. In provincia, notti bianche, feste di strada, osservazioni astronomiche, sagre di paese sanno avvicinare al patrimonio anche i meno intenzionati.

A Ferrara, la musica è l'occasione per una visita al Museo Archeologico Nazionale, per poi continuare a curiosare negli altri musei statali e in quelli civici. Fuori città, i percorsi guidati fanno conoscere gli aspetti più caratteristici e particolari delle zone umide e del Parco del Delta del Po.

A Forlì, la Rocca di Ravaldino apre i suoi camminamenti e offre lo spunto per rileggere la sua struttura e gli eventi di cui fu testimone. Nel territorio, i musei di San Mauro Pascoli e di Sarsina e la sagra di Montegelli dedicano la loro attenzione al cibo, mentre le strade che vanno in montagna attraversano paesaggi incontaminati e spettacolari.

A Modena, il Palazzo dei Musei, è di per sé un'attrazione. In provincia, il Palazzo Ducale di Sassuolo fa sfoggio di affreschi e di stucchi e 16 castelli, uniti in un comune itinerario di visita con Formigine in testa, sono i punti di partenza di percorsi storici e naturalistici.

A Parma, la musica si diffonde dalla Casa del Suono, dalla Casa natale di Arturo Toscanini e dal Museo dell'Opera fino alle porte del Palazzo della Pilotta. Musica e sagre in provincia, e, a Ozzano Taro di Collecchio, una visita attraverso 60.000 oggetti che raccontano il vivere quotidiano di un tempo.

A Piacenza, apre le porte il rinascimentale complesso monastico di Sant'Agostino, futura sede dell'Archivio di Stato. Fuori città, i castelli si mettono in mostra, sia come architetture fortificate, sia come contenitori di raccolte d'arte e musei.

A Ravenna, una passeggiata dal Museo Nazionale alla Basilica di Sant'Apollinare in Classe fa riscoprire la cultura del passato, dalle arti minori ai più raffinati mosaici. A Faenza, palazzo Milzetti riporta all'età neoclassica e a San Pancrazio di Russi, dove si parla di alimentazione, è apparecchiata una tavola per il pranzo della domenica.

A Reggio Emilia, performances e mostre invitano ad entrare in tutti i teatri della città e della provincia. La montagna offre un tuffo nel medioevo alla rupe di Canossa.

A Rimini, nell'ex convento adiacente la chiesetta di S. Bernardino, una mostra di documenti d'archivio illustra la storia del centro abitato e del territorio nell'epoca dei Comuni e delle Signorie. Sulle colline, Montefiore Conca è una tappa da non mancare. La sua possente Rocca Malatestiana spazia su un panorama di grande effetto punteggiato da estesi uliveti e dai castagneti più bassi d'Europa.


Carla Di Francesco
Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna

 

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