Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

“Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento”. Conversazione sulla mostra con il curatore Davide Gasparotto

Parma, Galleria Nazionale
23 Gennaio, 2013 - Presentazione
Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici per le Province di Parma e Piacenza -
Pietro Bembo_presentazione

Un’interessante anteprima sulla mostra Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento, che apre a Padova il 2 febbraio prossimo, è la presentazione in Galleria Nazionale, mercoledì 23 gennaio alle ore 17.30, di Davide Gasparotto, direttore della Galleria Estense di Modena e curatore dell’esposizione con Guido Beltramini e a Adolfo Tura.

La mostra, cui anche la Galleria Nazionale di Parma partecipa con il prestito del “Ritratto di musico”, tradizionalmente attribuito a Filippo Mazzola, costituisce un’occasione importante per ricostruire la figura del letterato veneziano, straordinario protagonista di una stagione culturale, quella del Rinascimento, alla cui “invenzione” egli diede un contributo fondamentale.

Autore delle celebri “Prose della volgar lingua”, pubblicate a Venezia nel 1525, Bembo codificò le regole dell’italiano, facendone una lingua nazionale unitaria, a partire dagli scritti di Petrarca e Boccaccio. Egli si fece promotore di una nuova “lingua dell’arte”, fondata sulla grandezza della cultura antica, alla ricerca di una perfezione universale, senza tempo e senza connotazioni regionali, che vedeva in Michelangelo e Raffaello gli esempi di un nuovo rivoluzionario processo creativo e artistico.

Ripercorrendo la illustre carriera di Pietro Bembo e i suoi spostamenti lungo la penisola, attraverso gli incontri, le donne amate, la passione per la bellezza e le opere d’arte, la mostra ne ricostruisce l’affascinante epopea, inserendo la figura del letterato nello scenario più vasto del Rinascimento italiano delle corti più prestigiose dell’epoca.

Il progetto dell’esposizione che rimarrà aperta al Palazzo del Monte di Pietà fino al 19 maggio 2013, nasce anche dalla volontà di riportare a Padova, dove Bembo visse dal 1521 al 1539, dopo cinquecento anni, le opere che lo studioso riunì nella propria residenza: dipinti di grandi maestri, che egli stesso contribuì talvolta a creare, sculture antiche di prima grandezza, gemme, bronzetti, manoscritti miniati, monete rare e medaglie. Una collezione la cui ricchezza e varietà degli oggetti d’arte trasformò la dimora di Bembo in una “casa delle Muse” o “Musaeum”, precursore di quello che è il museo moderno, meta di incontro di artisti e intellettuali provenienti da tutta Europa.
Durante l’incontro Davide Gasparotto illustrerà il percorso espositivo della mostra con una panoramica sui numerosi capolavori, da Bellini a Giorgione, da Mantegna a Raffaello a Tiziano, ad alcuni dei più significativi oggetti presentati nella mostra padovana, soffermandosi, in particolare, sulle ragioni che hanno condotto al prestito del “Ritratto di Musico” della Galleria Nazionale, proveniente dalla quadreria del medico parmense Giuseppe Rossi e acquistato dall’Accademia di Belle Arti nel 1851.
La tavola, di piccole dimensioni, presenta l’immagine di un misterioso gentiluomo, con un libro aperto nella mano destra sul quale è ben visibile un rigo musicale con il verso di una canzone. Attribuito in passato al pittore parmense Filippo Mazzola, il ritratto appare più presumibilmente ricollegabile ad un ambito culturale veneto molto prossimo a quello che gravitava intorno a Pietro Bembo, non solo per considerazioni stilistiche ma anche per il verso in lingua volgare trascritto sul libro di musica del personaggio, tratto direttamente dalla terza canzone di Lavinello del celebre testo degli Asolani del Bembo, opera pubblicata nel 1505, incentrata sul tema dell’amore platonico. La conversazione sarà quindi anche un’occasione per rivedere sotto nuova luce un’opera particolarmente suggestiva e affascinante delle nostre collezioni permanenti, inquadrata dalla mostra in un contesto culturale e storico-artistico più ampio ed appropriato.

Per informazioni sull’incontro: Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Parma e Piacenza, tel. 0521 233309-233617; e-mail: info@gallerianazionaleparma.it

Per informazioni sulla mostra: “Pietro Bembo e l’invenzione del Rinascimento”. Padova, Palazzo del Monte di Pietà 14, tel. 049 8779005; e-mail: info@coopbembo.com ; sito web: www.mostrabembo.it

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