Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

"Civitas Virginis" : i santuari mariani a Bologna

di Annalisa Sabattini
Tipo
storico-artistico/architettonico/religioso-devozionale
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
2007

Abstract

La diffusione del culto mariano a Bologna è documentata dalla presenza di numerosi Santuari, un tempo gestiti da Confraternite appositamente costituite che univano alle pratiche devozionali una vocazione assistenziale e caritativa. Ogni chiesa custodisce un'immagine mariana, scolpita o dipinta, anticamente collocata con funzione protettiva in punti nevralgici della città. A queste sacre icone erano spesso legate tradizionali processioni pubbliche, in particolari ricorrenze o festività.

Descrizione

Il culto mariano in una città come Bologna, per quasi quattro secoli sede della Legazione Apostolica e centro fra i più importanti dello Stato della Chiesa, fu profondamente radicato in tutti gli aspetti della vita cittadina ed è ampiamente documentato dalla presenza di numerosi Santuari. La definizione di Bologna quale "civitas virginis" (città della Vergine) si deve al bolognese Giacomo Boncompagni, vescovo dal 1690 al 1731.

Il percorso che qui si propone riunisce gli edifici religiosi attualmente qualificati come ‘santuari' dedicati a Maria. Diverse sono state le origini ed i percorsi che hanno portato a tale definizione, ma vi si possono riscontrare alcuni elementi comuni. Primo fra tutti, il fatto di essere sopravvissuti a quella fase di profonde trasformazioni politiche e sociali che, alla fine del XVIII secolo, vide Bologna occupata dalle truppe imperiali di Napoleone Bonaparte. I francesi giunsero in città nel 1796, subentrando al governo pontificio, e negli anni seguenti, in applicazione delle leggi di soppressione degli Ordini e delle Confraternite religiose, imposero la chiusura di molti antichi luoghi di culto, che entrarono a far parte del patrimonio del demanio o furono venduti a privati. Si salvarono solo le chiese per le quali venne riscontrato il valore di Santuario per l'intera comunità. In molti casi, per ottenere tale riconoscimento si mobilitarono privati cittadini e appositi comitati, a testimonianza di come effettivamente il senso di appartenenza a questi luoghi fosse vivo e radicato nella popolazione.

Per la maggior parte di queste chiese, il conferimento del grado di ‘Santuario cittadino' venne dato dal cardinale Carlo Opizzoni (1769 - 1855) nella prima metà dell'Ottocento, e solo poche altre assunsero in seguito lo stesso titolo, grazie al cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca di Corneliano (1872 - 1952), particolarmente legato al culto mariano e arcivescovo di Bologna dal 1922 al 1952.

Differenti fra loro, ma tutte legate alla vita della società bolognese, sono invece le vicende storiche che hanno condotto le chiese qui prese in esame alla definizione di ‘Santuario'. Uno dei più antichi edifici, quasi coevo alla nascita del romitorio sul Colle della Guardia da cui ebbe origine il Santuario di San Luca, è quello della chiesa di Santa Maria del Monte, i cui resti sono oggi inglobati nella struttura neoclassica di Villa Aldini. Il culto per la Madonna della Vittoria, che vi era un tempo custodita, era strettamente legato alla famiglia dei Bentivoglio, che nel XV secolo furono signori di Bologna. Ad essi si deve anche la costruzione della chiesa di Santa Maria del Baraccano, nelle cui vicende storiche si coglie uno spaccato delle lotte tra fazioni e famiglie avverse per il predominio sulla città e delle continue minacce alla città da parte dei nemici esterni, primi fra tutti i Visconti ed il Papa.

Molte di queste chiese erano gestite da Compagnie e Confraternite appositamente costituite, che spesso univano alle pratiche devozionali una vocazione assistenziale e caritativa, nei confronti di pellegrini, malati e bisognosi. Nacquero in questo modo il Conservatorio delle Putte del Baraccano e quello dei Putti di San Bartolomeo, presso la chiesa della Madonna della Pioggia, così come i primi ospedali cittadini, il più importante dei quali fu quello di Santa Maria della Vita, gestito dalla Confraternita dei Battuti.

Legata ad uno dei più famosi Ordini Ospitalieri fu anche l'origine della Chiesa di Santa Maria degli Alemanni, il cui lungo portico di collegamento con la città fu modello e precursore di quello realizzato qualche anno più tardi per il Santuario di San Luca.

Ognuna di queste chiese era caratterizzata dalla particolare devozione per un'immagine mariana, scolpita o dipinta, anticamente collocata con funzione protettiva in punti nevralgici della città, come le mura (Chiese del Baraccano e del Borgo), le porte (Chiesa della Madonna della Pioggia presso il ‘serraglio' di Porta Galliera) e i ponti (Chiesa di Santa Maria della Visitazione al Ponte delle Lame).

Tali immagini, spesso ritenute miracolose, vennero a costituire il fulcro di aggregazione di particolari settori sociali. Se la già ricordata Madonna della Vittoria, così come la Madonna della Pace custodita nella chiesa del Baraccano, furono oggetto di venerazione da parte di nobili famiglie bolognesi, una devozione di taglio più popolare era legata alla Madonna del Soccorso, presso l'omonima chiesa nel Borgo di San Pietro, invocata come protettrice durante le pestilenze, o alla Madonna della Pioggia, nella chiesa di San Bartolomeo di Reno, a cui la gente si rivolgeva in periodi di siccità per salvare i raccolti.

Anche le ricche Corporazioni di Arti e Mestieri elessero come proprie patrone alcune delle icone della Beata Vergine: i macellai avevano una particolare venerazione per la Madonna del Soccorso, i mercanti per la Madonna della Pioggia e gli artigiani della seta per la Madonna della Pietà, presso l'Oratorio di San Rocco (si veda l'itinerario delle chiese lungo le mura). Alle classi più povere, si deve invece la costruzione del Santuario della Madonna dei Poveri o Regina dei Cieli.

Lo stretto legame con la città ed i suoi abitanti si esprimeva concretamente nelle numerose e frequenti processioni pubbliche, organizzate in occasione di particolari ricorrenze o festività. Furono tradizionali appuntamenti per diversi secoli la processione della Madonna del Borgo alla Chiesa di San Rocco del Pratello, così come la processione della Madonna della Pioggia alle quattro antiche croci cittadine; quella della Madonna dei Poveri alla Basilica di San Petronio, durante la festa dell'Ascensione, o quella indetta dal Senato, in occasione della Festa della Natività di Maria, verso il Santuario degli Alemanni.

I Santuari condivisero dunque i più diversi aspetti della vita e della storia bolognese, fino ai tragici avvenimenti dell'ultimo secolo: la chiesa della Madonna del Borgo fu completamente distrutta dai bombardamenti aerei, nel 1944, ma rinacque grazie alla profonda unione e volontà dei cittadini di lavorare insieme, come un tempo, per la costruzione e ricostruzione dei luoghi che ne rappresentavano l'identità.

Bibliografia

I disegni e le immagini presenti in alcune schede sono pubblicati su concessione della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio di Bologna e della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per le Province di Bologna, Ferrara, Forlì/Cesena, Ravenna e Rimini.

Tappe dell'itinerario

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