Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

12 - Contro il vandalismo grafico

di Carla Di Francesco
Esempio di intervento non appropriato  eseguito nel centro storico di Bologna
Rimozione con rimotori antigraffiti o con solventi addensati Applicazione di rimotori antigraffiti o di solventi addensati
Tipo
restauri
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
2010

Abstract

 

Il centro storico di Bologna  è costituito da un insieme omogeneo di beni di straordinaria valenza culturale, palazzi medievali, rinascimentali e senatori, chiese e complessi conventuali, torri medievali, dal sistema delle strutture porticate, da piazze, spazi pubblici, giardini e da beni architettonici che ne formano il tessuto connettivo. Attualmente il centro storico è interessato da diffusi ed estesi fenomeni di vandalismo grafico che  aumentano il degrado urbano ed inficiano il decoro del patrimonio culturale.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Comune di Bologna hanno avviato azioni congiunte per fronteggiare il vandalismo grafico ed hanno sottoscritto un protocollo d'intesa la cui finalità è la salvaguardia del centro storico, mediante l'utilizzo di efficaci tecniche e metodologie di intervento sulle facciate, evitando interventi di pulitura estemporanei e dannosi, e la semplificazione delle procedure amministrative.

Ubicazione/Come arrivare

 

Istituti che hanno collaborato

Direzione Regionale Per I Beni Culturali e Paesaggistici
dell’Emilia-Romagna
Via S. Isaia 20
40123 – Bologna
Direttore arch. Carla Di Francesco
Fax. 051 3397077
Tel. 051 3397011
e-mail: dr-ero@beniculturali.it

Soprintendenza per i Beni Archeologici
dell’Emilia-Romagna
Via delle Belle Arti 52
40126 – Bologna
Soprintendente dott. Luigi Malnati
Fax. 051 227170
Tel. 051 223773
e-mail: sba-ero@beniculturali.it

Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia
Via IV Novembre 5
40123 – Bologna
Soprintendente arch. Paola Grifoni
Fax 051 264248
Tel. 051 6451311
e-mail: sbap-bo@beniculturali.it

Comune di Bologna
Settore Lavori Pubblici
Direttore ing. Raffaela Bruni

Descrizione

 Il caso sperimentale del centro storico di Bologna

Il fenomeno del vandalismo grafico, in forte crescita soprattutto tra gli adolescenti, contribuisce sempre più al degrado dei centri storici delle città. Le conseguenze di questi veri e propri sfregi arrecati al patrimonio storico artistico dei nostri centri storici, sono il danneggiamento sia delle superfici interessate, che dell'immagine della città.

Il centro storico di Bologna  è un  eccezionale unicum costituito da un insieme omogeneo di beni di straordinaria valenza culturale: da palazzi medievali, rinascimentali e senatori, chiese e complessi conventuali, torri medievali, dal sistema delle strutture porticate, da piazze, spazi pubblici, giardini e dai beni architettonici che ne formano il tessuto connettivo. Da tempo il centro storico è interessato da diffusi ed estesi fenomeni di vandalismo grafico che  contribuiscono in maniera sensibile ad aumentare il degrado urbano ed inficiano il decoro del patrimonio culturale.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Comune di Bologna hanno avviato azioni congiunte finalizzate a fronteggiare il degrado causato dal vandalismo grafico ed hanno sottoscritto un protocollo d'intesa la cui finalità è la salvaguardia del centro storico, mediante l'utilizzo di efficaci tecniche e metodologie di intervento sulle facciate.

L'intervento di salvaguardia, sperimentato in un cantiere studio su tre edifici - significativi per  diverse tipologie di supporto e di imbrattamento -  è stato esteso  successivamente all'area urbana individuata  nel "Museo della Città". Per raggiungere gli obiettivi del protocollo è stato istituito un gruppo di lavoro costituito da tecnici del  MiBAC (Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna, per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna) e del Comune di Bologna.

Il lavoro svolto è stato suddiviso nelle seguenti fasi: 

1)    Conoscenza

a)    redazione di una schedatura finalizzata al rilievo delle facciate imbrattate e dei vari tipi di vandalismo;

b)    creazione di una banca dati informatizzata finalizzata ad archiviare i risultati del rilievo e a monitorare l'evoluzione della situazione;

c)    redazione delle metodologie di intervento di pulitura e protezione delle superfici, da verificare nell'ambito di un cantiere studio;

2)    Sperimentazione

a)      individuazione di alcuni esempi significativi di edifici per il cantiere studio in base alle diverse finiture e tipologie di danneggiamento presenti;

b)     sperimentazione degli interventi di pulitura e protezione nell'ambito del cantiere studio al fine di verificare ed individuare le metodologie definitive e più appropriate;

      3)    Linee guida, verifiche e monitoraggi

a)   redazione del manuale di intervento sulla base dei risultati del cantiere studio;

b)   controllo delle metodologie d'intervento e di protezione specifiche;

c)      redazione delle schede di intervento;

d)     inserimento dei dati degli interventi effettuati nella banca dati informatizzata per un costante monitoraggio della situazione;

Dalla prima fondamentale tappa del percorso conoscitivo, propedeutica anche al cantiere sperimentale, e dalla fase di sperimentazione attuata nel cantiere studio è emerso che lo stato di conservazione delle superfici interessate dal vandalismo grafico, sia se realizzate in materiale lapideo, in laterizio o intonacate, si presentano molto spesso ricoperte da depositi quali croste nere, strati solfatati, fessurazioni e/o distacchi di porzioni di materiale; danni procurati in massima parte dall'azione del degrado dovuto alla permanenza in ambiente urbano inquinato.

Nella maggioranza dei casi - solo alcune patine possono costituire schermo protettivo - i materiali costitutivi presentano una superficie altamente ricettiva e assorbente nella quale le vernici imbrattanti, veicolate da solventi, hanno la possibilità di penetrare in profondità rendendo difficoltosa, e in certe situazioni impossibile, la loro totale rimozione senza arrecare danni ulteriori. I vari tentativi di rimozione fino a oggi messi in atto, hanno dato esiti che non si possono definire ottimali:  si pensi all'utilizzo di sabbiature, idrosabbiature o frese rotanti che, "con l'abrasione delle sostanze imbrattanti, procurano l'asportazione, insieme alla vernice da rimuovere, di porzioni più o meno consistenti di materiale costitutivo del substrato" (da Graffiti ed antigraffiti (uno studio) - di Giuseppina Vigliano - Laboratorio Prove sui Materiali ISCR MIBAC).    

Un altro metodo, purtroppo molto utilizzato per cancellare l'imbrattamento, consiste nel ricoprirlo con strati pittorici coprenti col risultato di aggiungere degrado al degrado, realizzando vere e proprie toppe che mal si accordano con la cromia originale del manufatto.

Tali interventi se realizzati su superfici porose quali pietre, marmi o laterizi risultano difficilmente rimovibili e comportano un intervento complesso e dagli scarsi risultati anche per quanto riguarda la conservazione. Altrettanto inopportuno è l'utilizzo di solvente, applicato a tampone o a pennello, in quanto solubilizza le vernici spandendole sulla superficie e in profondità e creando evidenti aloni colorati.

Queste operazioni non appropriate  devono essere  evitate, sia su edifici di interesse storico artistico che su edifici di più recente costruzione.

I lavori di sperimentazione eseguiti sugli edifici individuati all'interno dell'area del Museo della città  sono stati eseguiti con tecnologie minimamente invasive. Tali tecnologie hanno reso possibile, attraverso prove preliminari in situ, l'individuazione delle concentrazioni, dei tempi di applicazione dei prodotti e la verifica delle modalità di applicazione degli stessi e delle  strumentazioni utilizzate. I risultati ottenuti, hanno permesso di definire la metodologia operativa più idonea. In generale è emerso che qualsiasi metodo di pulitura necessario alla rimozione del vandalismo grafico su materiali lapidei naturali, artificiali e intonaci, comporta inevitabilmente un'ulteriore - per quanto controllata - compromissione delle caratteristiche fisiche delle superfici interessate. L'utilizzo di una corretta metodologia è di fondamentale importanza a garantire la dovuta conservazione dei materiali costruttivi ed una necessaria salvaguardia del  decoro urbano.

Bibliografia

 

Restauro: sinergie tra pubblico e privato, XVII Salone dell'Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, Ferrara, 24-27 marzo 2010, a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, marzo 2010, pp. 203-205

 

P. MONARI (a cura di), Ricerche per lo studio e la valorizzazione dei beni culturali. Sperimentazioni in Emilia-Romagna.  Atti del Convegno organizzato il 26 marzo 2010 dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna nell'ambito del XVII Salone dell'Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2010), Bologna 2010, pp. 127-133

Itinerari collegati

Studi e ricerche in Emilia-Romagna: attivitą degli Istituti MiBAC nel 2009
  • Tipo restauri
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

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