Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

11 - I frammenti di manoscritti degli Estimi Farnesiani.

di Anna Riva
Piacenza, Archivio di Stato, Estimi Rurali Farnesiani, b. 134/1 Gusano
Piacenza, Archivio di Stato, Estimi Rurali Farnesiani, b. 6/5 Alseno
Tipo
restauri
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Piacenza
Comune
Piacenza
Data compilazione
2010

Abstract

Il progetto di censimento dei frammenti di manoscritti contenuti nelle legature dei registri del fondo Estimi Farnesiani è nato alla fine del 2007, sulla scorta delle esperienze di altri Archivi di Stato italiani. La fase iniziale del lavoro è consistita nello spoglio sistematico del fondo degli Estimi e nella messa a punto della scheda identificativa del frammento; con ogni probabilità, la fase successiva di censimento, ricognizione e prima datazione sarà terminata alla fine del 2010.

Lo smembramento di codici e il loro utilizzo come coperte sono fenomeni che diventano particolarmente significativi nel corso del XVI secolo sia per l'alto costo delle legature e della pergamena, sia per la sempre maggiore diffusione del libro a stampa. Il territorio piacentino non sfugge a questo fenomeno che diventa prassi dalla seconda metà del Cinquecento.

Ubicazione/Come arrivare

 

Istituto

Archivio di Stato di Piacenza
P.zza Cittadella 29
29100 – Piacenza
Direttore dott. Gian Paolo Bulla
fax. 0523 384916
tel. 0523 338521
e-mail: as-pc@beniculturali.it

Descrizione

 

Il progetto di censimento dei frammenti di manoscritti contenuti nelle legature dei registri del fondo Estimi Farnesiani in vista di una loro schedatura e identificazione è nato alla fine del 2007, sulla scorta delle esperienze di altri Archivi di Stato italiani, tra i quali spiccano gli esempi di Udine, Massa e Pontremoli, Pavia, Cremona. La fase iniziale del lavoro è consistita nello spoglio sistematico del fondo degli Estimi e nella messa a punto della scheda identificativa del frammento.

Lo smembramento di codici e il loro utilizzo come coperte sono fenomeni che diventano particolarmente significativi nel corso del XVI secolo sia per l'alto costo delle legature e della pergamena sia per la sempre maggiore diffusione del libro a stampa. L'abitudine di smembrare e riciclare codici non più utilizzati diventa regola costante e generale, tanto da far pensare alla distruzione sistematica di intere biblioteche e a probabili connessioni tra commercianti di carta, rilegatori, professionisti per il riuso dei frammenti

Il territorio piacentino non sfugge a questo fenomeno, che diventa prassi dalla seconda metà del Cinquecento. Per quanto riguarda l'Archivio di Stato di Piacenza questo tipo di legatura è particolarmente diffusa nel fondo Estimi Farnesiani (secc. XVI-XVII), conservato presso l'istituto dal 1976, costituito da denunce e rilevazioni delle persone e dei beni mobili e immobili, raccolte in occasione di tre estimi del 1558, 1576, 1647, che si inseriscono nella riforma fiscale voluta da Pier Luigi Farnese che, un anno dopo il suo insediamento nel Ducato di Parma e Piacenza, creato per lui dal padre Paolo III, cercava di superare l'ormai vecchio sistema fiscale visconteo. Attualmente il fondo consta di 467 buste tra Estimi Rurali (389 bb.) e Estimi Civili (78 bb.) e 80 pezzi degli Estimi Mercantili (75 bb. 5 regg.).

La tipologia prevalente fra i frammenti degli Estimi Farnesiani è quella di bifogli interi, incollati sui piatti di cartone della legatura del registro, con i margini rimboccati all'interno; in alcuni casi, il bifoglio non è stato incollato sui piatti, lasciando così alla lettura tutto il testo contenuto. In genere i bifogli sono stati incollati alla rovescia rispetto al senso della scrittura del registro dell'estimo. In pochi casi sottili striscie o rettangoli di pergamena, sempre provenienti da manoscritti, sono stati utilizzati come rinforzi dorsali dei registri più corposi. Negli Estimi Farnesiani (Rurali e Civili) su 2677 pezzi tra filze e registri 995, presentano frammenti di codice nella legatura; la percentuale è del 37% del totale, quindi considerevole. Diversa la situazione degli Estimi Mercantili, che presentano una perecentuale esigua di frammenti; su 80 pezzi, infatti, solo quattro contengono fogli di manoscritti nella legatura.

Con il procedere dell'analisi a tappeto sul fondo degli Estimi è emerso il problema dello stato di conservazione del medesimo che risulta piuttosto eterogeneo. I danni, soprattutto da umidità, sono da imputare soprattutto alla cattiva conservazione, probabilmente quando ancora i registri si trovavano nella sede dell'Archivio Storico Comunale. Ora sono compromessi sia i fogli interni dei registri degli estimi - danni da umidità con presenza di muffe, lavatura dell'inchiostro, fragilità del supporto scrittorio - sia le legature - danni meccanici da sfregamento, lacerazioni e strappi e muffe che hanno determinato, nei casi in cui sui piatti della legatura sia incollato un frammento di codice, perdite di testo, anche ingenti. In totale - registri, legature con o senza frammenti - i pezzi danneggiati sono almeno 200, quasi il 20 per cento del totale. Un primo finanziamento per il restauro consentirà di intervenire sui pezzi più rovinati.

I frammenti degli estimi sono stati tutti individuati e sono attualmente in fase di catalogazione e di studio; essi ci restituiscono solo testi in lngua latina. Per quanto riguarda la tipologia dei manoscritti reimpiegati, prevale quella liturgica, in linea con molte altre città italiane. Questi frammenti che formano il settore più rappresentato e, per ora, studiato, coprono un arco temporale dal XI al XIV secolo. Sono presenti Bibbie, sacramentari, messali, lezionari, antifonari, vite di santi ecc. Molti di questi manoscritti presentano ancora traccia dell'antica ornamentazione (lettere ornate, filigranate e, in qualche caso, miniate) e costituiscono un corpus iconografico a tutt'oggi inesplorato. L'alta presenza di questa tipologia di frammenti è dovuta, con ogni probabilità, alla riforma liturgica del Concilio di Trento (1545-1563). Non mancano i manoscritti giuridici, teologici, medici, calendari, che, per ora, sono stati solo individuati. Sono presenti anche fogli cartacei, probabilmente prove di stampa, di incunaboli e cinque centine, forse piacentini, che non sono stati presi in considerazione. All'interno di questo gruppo di codici è dedicata particolare attenzione ad un messale del secolo XI importante sia per il numero molto consistente di frammenti superstiti sia per la sua origine presumibilmente piacentina,.

Di alcuni manoscritti si è salvato un unico foglio; di altri invece è possibile una più ampia ricostruzione, e in qualche caso si è potuto compiere in senso inverso l'operazione effettuata a suo tempo dai legatori ricomponendo parzialmente il codice che era stato smembrato.

Parallalelamente si sta portando avanti la campagna fotografica per riprodurre tutti i frammenti al fine di ricostruire virtualmente i manoscritti, dato che le legature verranno lasciate in sede.

L'esame complessivo del materiale recuperato fornirà un'importante tessera per ricostruire il panorama culturale di Piacenza nel Medioevo e, confrontando i risultati con quelli degli Archivi di Stato di Cremona e Pavia, recuperare importanti notizie sulla circolazione libraria nell'Italia padana dei secoli di mezzo.

Bibliografia

   

Restauro: sinergie tra pubblico e privato, XVII Salone dell'Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, Ferrara, 24-27 marzo 2010, a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, marzo 2010, pp. 200-202

 

P. MONARI (a cura di), Ricerche per lo studio e la valorizzazione dei beni culturali. Sperimentazioni in Emilia-Romagna.  Atti del Convegno organizzato il 26 marzo 2010 dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna nell'ambito del XVII Salone dell'Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2010), Bologna 2010, pp. 119-125

Itinerari collegati

Studi e ricerche in Emilia-Romagna: attivitą degli Istituti MiBAC nel 2009
  • Tipo restauri
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

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