Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

10 - “Meglio la copia o l’originale?”

di Patrizia Cremonini, Maria Antonietta Labellarte, Tamara Cavicchioli, Alberta Paltrinieri, Mauro Bini
Aleotti, Paese di  Scandiano con Rocca,1620 ca
Aleotti, Pianta ultima della Rocca di Scandiano, 1618 ca., carta base Aleotti, Pianta ultima della Rocca di Scandiano, 1618 ca.,foto del riporto
Tipo
restauri
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Modena
Comune
Modena
Data compilazione
2010

Abstract

 

Riproduzione in facsimile di una mappa del sec. XVII disegnata dall'Aleotti (Rocca di Scandiano con progetto di modifiche), cm.82 x 79, finalizzata alla salvaguardia dell'originale. (Mappario estense, Serie Generale, n.162) Interessante per la tecnologia utilizzata per la riproduzione, che ha permesso di riprodurre sia la mappa come si presenta oggi che la sua versione originale (una porzione della rocca è stata ridisegnata dall'autore e incollata sopra al disegno iniziale) I facsimili possono essere esposti allo stand del Ministero

Ubicazione/Come arrivare

 

Istituti che hanno collaborato

Archivio di Stato di Modena
Direttore: Euride Fregni
Corso Cavour, 21 – 41121 Modena
Tel. 059 230549
Fax 059 244240
as-mo@beniculturali.it
www.archivi.beniculturali.it/ASMO/index.html

Il Bulino Edizioni d’Arte di Modena

Descrizione

Progetto conservativo delle mappe della Rocca di Scandiano disegnate da Giovan Battista Aleotti, detto l'Argenta (Argenta, 1546 - Ferrara 1636)

Documenti e contesto storico

La nobile famiglia vicentina Thiene, ottenuta dagli Estensi (1565) la contea di Scandiano, dai primi del ‘600 dispose di ampliarne la Rocca (dei Boiardo, precedenti feudatari) fino a trasformarla nell'odierno Palazzo. Per la  progettazione e durante tutta la realizzazione della cosiddetta "Rocca nuova" i marchesi presero in  servizio l'architetto Aleotti. Dell'iter progettuale, con varianti e revisioni, restano sei mappe, prive di firma e data. Recenti studi (Diego Cuoghi, Francesco Ceccarelli, Alberto Morselli) le  hanno attribuite e datate, scoprendone la successione e fissandole tra il primo decennio del'600 ed il 1623 (anno in cui si interruppero i lavori di ristrutturazione). Due piante, attribuibili all'Aleotti e relative a fasi iniziali, sono conservate presso la Biblioteca Comunale Ariostea di Ferrara (Raccolta Aleotti). Quattro successive mappe si trovano presso l'Archivio di Stato di Modena (ASMo). Tra queste, due piante, da assegnare all'illustre architetto, inerenti un progetto finale e uno sviluppo urbanistico dello stesso paese, sono riferibili agli anni attorno al 1620. Le restanti due mappe, tra cui una attestante lo stato dei lavori al 1623, sono ascrivibili a suoi collaboratori.

Le due mappe di Aleotti presso l'ASMo

La più antica è databile al 1618 circa, uno scritto sul verso recita "Pianta ultima della Rocca di Scandiano"; scala forse di pertiche ferraresi (10 = mm.194), il disegno è reso a matita, penna e acquerello, cm. 79x82. Un frammento di carta, adeso su di un lato, propone alcune varianti al progetto, andando a coprire parzialmente la mappa (ASMo, Mappe e disegni, Mappario estense, Serie generale, n.162).

La successiva, databile al 1620, illustra il progetto di rinnovamento urbanistico di Scandiano, rocca compresa; scala 1: 4000, il disegno è reso a matita, penna e acquerello, cm.84x180 (ASMo, Mappe e disegni, Mappario estense, Serie generale, n.161)

Le mappe presentano restauri pregressi e sono in buono stato di conservazione. Tale condizione non aveva fin qui motivato alcuno specifico progetto conservativo.

Ideazione e obiettivi di un innovativo intervento conservativo

L'occasione è nata dalla richiesta di esporre le mappe in una mostra presso la Rocca di Scandiano, evento promosso dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Modena e Reggio in collaborazione con il Comune di Scandiano (Nicolò dell'Abate alla corte dei Boiardo. Il Paradiso ritrovato, 10 maggio-11 ottobre 2009).

Un'ideazione del direttore dell'ASMo, la dott.ssa Euride Fregni, ha trasformato questa delicata e problematica circostanza in un'opportunità vantaggiosa. Vale a dire si è deciso di far realizzare due facsimili a grandezza naturale per ogni mappa. Uno da conservare presso l'Istituto a corredo del proprio archivio, un altro da esporre in mostra, in sostituzione degli originali.

Connessa all'idea progettuale era la consapevolezza degli ulteriori vantaggi che sarebbero scaturiti. In primo luogo si è reso possibile ai visitatori della mostra toccare e studiare in piena libertà le mappe, una delle quali, peraltro, per un efficace esame richiedeva di essere "sfogliata "(v. descrizione prima mappa).

In secondo luogo, terminato l'allestimento temporaneo, il facsimile è andato a far parte di un più ampio progetto di valorizzazione e riallestimento di arredo entro la stessa Rocca di Scandiano, illustrandone le evoluzioni architettoniche.         

Evidenti i vantaggi anche per  il nostro Istituto. D'ora in poi gli studiosi possono fruire della copia per la consultazione in sede. Inoltre ci si apre la possibilità di organizzare o collaborare a eventi esterni sul tema in oggetto partecipando appunto con una riproduzione già disponibile.

Bibliografia

Restauro: sinergie tra pubblico e privato, XVII Salone dell'Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, Ferrara, 24-27 marzo 2010, a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, marzo 2010, pp. 198-199

 

P. MONARI (a cura di), Ricerche per lo studio e la valorizzazione dei beni culturali. Sperimentazioni in Emilia-Romagna.  Atti del Convegno organizzato il 26 marzo 2010 dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna nell'ambito del XVII Salone dell'Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2010), Bologna 2010, pp. 111-117

Itinerari collegati

Studi e ricerche in Emilia-Romagna: attività degli Istituti MiBAC nel 2009
  • Tipo restauri
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

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