Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

09 - “Adotta un carattere”

di Andrea de Pasquale
Pialla durante il restauro
Mestoli restaurati in scatola conservativa Vari oggetti dell'officina bodoniana prima del restauro
Tipo
restauri
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Parma
Comune
Parma
Data compilazione
2010

Abstract

 

L'intervento intende illustrare l'eccezionale recupero del patrimonio fusorio appartenuto a Giambattista Bodoni, composto da circa 80.000 pezzi e costituito soprattutto da punzoni, matrici ed attrezzi della fonderia, e conservato nell'omonimo Museo di Parma.

Tale materiale è oggetto di una mirata campagna di restauro, unica nel suo genere, condotta anche attraverso un'attività di fund raising intitolata "Adotta un carattere", che ha portato al restauro di pezzi dalle caratteristiche materiche particolari e alla progettazione di contenitori per i punzoni realizzati con materiale innovativo che permettono la visione dei pezzi senza la manipolazione degli stessi.

 Il felice connubio tra le risorse finanziarie messe a disposizione da istituzioni e privati con la professionalità degli addetti della pubblica amministrazione e dei laboratori esterni, competenti nel campo della conservazione e del restauro, ha già reso possibile il risanamento di buona parte del materiale conservato in un museo della stampa unico in Italia.

Ubicazione/Come arrivare

  

Istituto

Biblioteca Palatina
Strada alla Pilotta 3
43100 - Parma
Direttore dott. Andrea De Pasquale
Fax 0521 235662
Tel. 0521 220411
E-Mail: B-Pala@Beniculturali.It

Descrizione

 Il restauro del materiale dell'officina di Giambattista Bodoni tra fund raising e tecniche innovative

Nel marzo 1843 il direttore della Biblioteca Parmense (ora Biblioteca Palatina) Angelo Pezzana riusciva a concludere, dopo trattative estenuanti, l'acquisto dell'eredità di Giambattista Bodoni (1740-1813), passata dapprima alla vedova Margherita e quindi, alla sua morte, avvenuta nel 1841, ai suoi eredi. Era costituita dall'immenso patrimonio della fonderia dell'illustre tipografo, comprendente soprattutto punzoni e matrici, oltre a rarissimi strumenti e oggetti per la fabbricazione dei caratteri tipografici (mestoli, cucchiai, forme tipografiche, lime, giradadi, pialle, calibri, lingottiera, ecc.), per un ammontare complessivo di quasi 80.000 pezzi, rappresentanti la più ricca raccolta al mondo di materiale fusorio e tipografico durante il periodo della stampa manuale.

Tale materiale, a cui si aggiunsero poi l'archivio del tipografo, acquistato ancora dal Pezzana nel 1846, e una straordinaria raccolta delle sue edizioni meticolosamente selezionate sul mercato antiquario nuovamente dal Pezzana e da altri direttori della Biblioteca, venne subito riordinato e disposto in un apposito locale dell'attiguo e ora demolito Palazzo ducale, detto "stanza dei punzoni", e scampò ai bombardamenti che colpirono nel 1944 la Biblioteca Palatina, essendo stato trasferito in altra sede. Successivamente, però, esso andò in disordine e tale situazione rimase tale ancora al momento della costituzione del Museo Bodoniano avvenuta nel 1963, quando le collezioni relative al tipografo della Biblioteca Palatina vennero trasferite nel Museo, provvedendo semplicemente ad un veloce ordinamento espositivo.

Nonostante i vari tentativi, mai conclusi, avviati dal direttore Angelo Ciavarella negli anni '70 e ‘80, questo patrimonio non ebbe mai una schedatura completa e scientifica. Tra il 2008 e lo scorso anno, si è potuto però intraprendere e terminare la catalogazione complessiva dei pezzi, primo esempio in Italia di schedatura di materiale tipografico, attraverso gli standard descrittivi dell'Istituto centrale per il Catalogo e la Documentazione e software S.I.Ge.C. - Sistema informativo generale del catalogo -, con la loro contestuale ripresa fotografica digitale. In tale occasione si è potuto riscontrare che molti pezzi giacevano in precario stato conservativo. Dall'epoca dell'acquisizione i materiali non erano mai stati restaurati e la grave situazione era già stata lamentata subito dopo la guerra quando il Ciavarella riferiva che «tutto questo materiale si trovava in uno stato di confusione inimmaginabile e di deplorevole incuria, dato che per diversi decenni era stato continuamente manomesso da persone inesperte di arte tipografica - non disponendo la Biblioteca di un tecnico - e tenuto chiuso, o meglio seppellito, in casse e armadi, preda della ruggine e del più assoluto abbandono». Successivamente, nonostante il riordino effettuato, la situazione conservativa non era migliorata, anzi, in certi casi peggiorata, a causa di scorretti metodi di stoccaggio e per l'insorgenza di ossidazioni soprattutto dei metalli in quanto negli anni '80 si provvide «a cospargere i punzoni d'una sostanza protettiva antiruggine» non idonea e a raggrupparli con un improprio nastro adesivo per tenere insieme serie omogenee di alfabeti.

Si è così avviata una campagna di restauro, affidata allo Studio Crisostomi di Roma con la direzione lavori di Silvana Gorreri, responsabile dell'Ufficio tutela, conservazione e restauro della Biblioteca Palatina, di questo immenso patrimonio grazie a fondi a disposizione del Museo Bodoniano, pervenuti per contributi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e delle Fondazioni bancarie Cariparma e Banca Monte, sia anche tramite munifiche donazioni di privati. È stata infatti lanciata, con un incoraggiante successo, un'apposita iniziativa denominata "adotta un carattere" attraverso la quale chiunque, cittadino, impresa o ente che sia, può "adottare" il restauro di una serie di punzoni o di matrici a scelta, apponendo sul contenitore conservativo, appositamente realizzato per il materiale oggetto dell'intervento, il proprio nome.

Gli interventi di restauro hanno preso inizio dagli strumenti dell'officina bodoniana, composti spesso da parti di materiali diversi quali l'acciaio, il ferro, l'ottone e il legno. Per i metalli, oltre all'usuale depolveratura e rimozione del particolato atmosferico dalle parti in acciaio con pennelli a setole morbide e alla pulitura dei residui e delle sostanze oleose presenti con miscela di solventi, il restauro, per i pezzi in acciaio e ferro, ha rimosso le componenti ossidate e le microincrostazioni presenti sulle parti in acciaio con frese a bassa tensione con punte in silicone, mentre per i pezzi in ottone si è proceduto con la pulitura dei residui e delle sostanze oleose con tamponi imbevuti di "Goddards" (Long term brass & copper polish), sostanza specifica per questo materiale. Si è infine applicato un trattamento conservativo finale con cera protettiva antiossidante "Soter 502 /OS" e/o "Soter 501/OC" , un prodotto che dà origine, in seguito all'evaporazione dei solventi, ad un film omogeneo impermeabile all'acqua e ai gas, con ottima resistenza alla ossidazione nei limiti ipotizzabili per gli impianti previsti e insensibile alle radiazioni ultraviolette;  quindi si è predisposta la lucidatura e omogeneizzazione dei protettivi applicati con frese a bassa tensione con punte in feltro.

Per le parti lignee (manici, rivestimenti delle forme, impugnature delle pialle, scatole ad alveare per i punzoni, scatole cilindriche) la pulitura è stata invece realizzata con soluzione di "Terpene di arancio" (Limonene-orange solvente apolare). Nel caso di distacchi, si è proceduto al riposizionamento e riadesione dei frammenti e al ricondizionamento delle fratture con colla vinilica e morsetti, a cui sono seguite successiva stuccatura e adeguamento cromatico. Quindi si è proceduto con un trattamento protettivo con gomma lacca e cera microcristallina e con una lucidatura e omogeneizzazione dei protettivi applicati sulle parti lignee con frese a bassa tensione con punte in feltro.

Sono state poi confezionate apposite scatole bivalve per la conservazione, composte da uno scheletro in cartone pressato rivestito con tela canapetta da legatoria utilizzando come adesivo colla mista di Tylose Mh 200p (80%) e Vinavil 59 (20%). L'interno di ogni scatola bivalve è stato foderato con schiuma di polietilene, utilizzato anche per la creazione degli scomparti.

Per quanto riguarda i punzoni, costituiti da blocchetti di acciaio, la pulitura dei residui e delle sostanze oleose presenti è stata effettuata previa immersione con pulitore ad estratti vegetali senza clorurati e successiva rimozione con tela di lino. Quindi sono state realizzate la pulitura e l'eliminazione di altre sostanze presenti a tampone con White Spirit  e la rimozione delle componenti ossidate e delle microincrostazioni con frese a bassa tensione con punte in silicone (ove si è ritenuto necessario). Il trattamento conservativo finale è stato fatto con cera protettiva antiossidante "Soter 501/OC" e quindi si è effettuata la lucidatura e omogeneizzazione dei protettivi applicati con frese a bassa tensione con punte in feltro.

 Sono stati quindi costruiti degli appositi contenitori in plexiglass trasparente con coperchio estraibile, scomparti per l'alloggiamento dei punzoni e base in schiuma di polietilene precedentemente predisposta per l'inserimento dei punzoni, dotati pure di tassello in cartoncino a Ph neutro con dati identificativi. Per i punzoni ancora sistemati negli originari scomparti lignei ad alveare, per consentire l'alloggiamento dei contenitori storici, sono stati inseriti dei "tasselli" in schiuma di polietilene al fine di assicurare un posizionamento saldo dei contenitori lignei all'interno delle nuove scatole. Queste ultime permetteranno così di evitare la manipolazione dei materiali, ma consentiranno agli studiosi un'agevole lettura dei pezzi e, per i punzoni, un'ispezione diretta dei caratteri incisi.

Bibliografia

A. CiIAVARELLA, La collezione bodoniana del Museo. Edizioni - Fogli volanti - carteggi - punzoni - matrici - caratteri ed altro materiale tipografico-fusorio, «Bollettino del Museo Bodoniano», 1 (1972), pp. 79-80

Restauro: sinergie tra pubblico e privato, XVII Salone dell'Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, Ferrara, 24-27 marzo 2010, a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, marzo 2010, pp. 195-197

P. MONARI (a cura di), Ricerche per lo studio e la valorizzazione dei beni culturali. Sperimentazioni in Emilia-Romagna.  Atti del Convegno organizzato il 26 marzo 2010 dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna nell'ambito del XVII Salone dell'Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2010), Bologna 2010, pp. 99-109

Itinerari collegati

Studi e ricerche in Emilia-Romagna: attività degli Istituti MiBAC nel 2009
  • Tipo restauri
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

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