Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

08 - “C’è qualcosa di nuovo”

di Andrea Palazzi, Milena Ricci
1 Archivio Muratoriano: note di G.W.v.Leibnitz sulle origini della famiglia  estense
2 Carta degli Stati Estensi: particolare di Modena dopo il restauro virtuale
Tipo
restauri
Nazione
Italia
Regione
Emilia Romagna
Provincia
Modena
Comune
Modena
Data compilazione
2010

Abstract

Fin dagli anni ‘90 del secolo scorso la Biblioteca Estense Universitaria, conosciuta soprattutto come istituto di conservazione, ha scorto i vantaggi insiti nell’applicazione dell’informatica ai beni culturali, avvalendosene dapprima per la catalogazione, con le prime versioni di SBN, e successivamente per l’archiviazione e l’accesso alle immagini.
Agli anni 1990-1995 risale una prima versione di “Leggio elettronico”, attraverso il quale si potevano sfogliare virtualmente alcuni dei più famosi codici miniati esposti.
E’ degli anni 1998-2001 l’importante riproduzione della Carta degli stati estensi (1580), di cui è stata recuperata completamente la leggibilità. Parallelamente è iniziata la riproduzione dell’imponente Archivio muratoriano, riflesso della produzione storico-letteraria di Lodovico Antonio Muratori (1672-1750).
Dopo il 2005 è iniziata l’organizzazione sistematica del materiale digitale accumulatosi per varie provenienze: copie di deposito, progetti, riproduzioni varie, ecc.
La Biblioteca ha lavorato inoltre al catalogo storico a schede mobili “Staderini”, digitalizzato nell’ambito del progetto sui cataloghi storici della Biblioteca Digitale Italiana e reso disponibile attraverso la LAN dell’Istituto in una versione resa maggormente user-friendly.

Ubicazione/Come arrivare

Istituto
Biblioteca Estense Universitaria di Modena
Largo S. Agostino 337
41100 – Modena
Direttore dott. Luca Bellingeri
Fax 059 230195
Tel. 059 222248
e-mail: b-este@beniculturali.it

Descrizione

 Biblioteca Estense Universitaria tra tradizione e innovazione

Fin dagli anni ‘90 del secolo scorso la Biblioteca Estense Universitaria, conosciuta soprattutto come istituto di conservazione, ha scorto i vantaggi insiti nell’applicazione dell’informatica ai beni culturali, avvalendosene dapprima per la catalogazione, con le prime versioni di SBN, e successivamente per l’archiviazione e l’accesso alle immagini.
1 - Agli anni 1990-1995 risale infatti una prima versione di “Leggio elettronico”, attraverso il quale i visitatori della mostra permanente potevano sfogliare virtualmente alcuni dei più famosi codici miniati esposti.
In seguito, la maggiore disponibilità di potenza di calcolo e l’evoluzione delle tecniche di riproduzione digitale, e una diminuzione sensibile dei costi, hanno consentito di mettere a punto man mano diverse strategie di intervento.
2 - È degli anni 1998-2001 la importante riproduzione della Carta degli stati estensi di Marco Antonio Pasi, architetto e geografo ducale (1537-1599), una enorme mappa in scala 1:56000, frazionata in otto fogli membranacei di mm. 790 x 870 ciascuno, disegnata nel 1580 per Alfonso II d’Este, pochi anni prima della Devoluzione,.
Della Carta, orientata con il settentrione in basso, è stata recuperata completamente la leggibilità, sia attraverso la ricostruzione virtuale del progetto originario (tramite l’elaborazione in digitale), che attraverso la ricomposizione delle parti (tramite stampe 1:1 di ogni foglio); la sottrazione dell’originale alla consultazione è avvenuta con inusitato vantaggio per gli studiosi, che hanno potuto accedere a mediazioni grafiche fortemente compromesse dal precario stato del supporto scrittorio, ma recuperate integralmente grazie alle nuove tecnologie.
3 - Agli stessi anni risale il progetto di riproduzione digitale dell’imponente archivio di Lodovico Antonio Muratori (1672-1750), bibliotecario e archivista ducale, considerato il fondatore della storiografia moderna.
L’Estense acquistò l’archivio nel 1902 dall’ultimo erede, Alessandro Muratori, evitando così il rischio di dispersione di questo ricchissimo fondo, che annovera all’incirca 152.000 carte, suddivise sistematicamente in 305 cassette tra la fine degli anni ‘50 e i primi anni ‘60 del sec. XX.
Già all’atto dell’acquisto il fondo comprendeva l’Archivio Muratoriano propriamente detto, prodotto cioè dall’attività di Lodovico, un coacervo di documenti dei secoli XV-XVIII (diplomi accademici, scritti autografi giovanili, le fonti, in originale e in copia, per le opere di erudizione, politica, teologia, filosofia, linguistica e poetica, le bozze delle edizioni a stampa delle sue opere, tra le quali gli Annali d’Italia, le Antiquitates Italicae, i Rerum Italicarum Scriptores, le schede epigrafiche per il Novus Thesaurus Veterum Inscriptionum), organizzati per materie dal pronipote Pietro Paolo Muratori, che ne curò la prima edizione a stampa in occasione delle celebrazioni del secondo centenario della nascita dell’antenato, e infine la corrispondenza, ordinata alfabeticamente da don Alessandro Maria Muratori (1794-1858).
Mescolato alle carte muratoriane, fino al 1859, era l’Archivio Orsi, arrivato a Lodovico per legato testamentario del marchese Gian Giuseppe Orsi (1652-1733), insieme all’Archivio Soli-Muratori, ovvero la raccolta formatasi con Giovanni Francesco Soli Muratori (1701-1769), successore dell’illustre antenato nella prepositura della Pomposa e nella carica di archivista ducale.
L’acquisto delle tre raccolte comportò da parte della Stato una spesa di 45.000 Lire, rateizzata in 10 anni; la dispersione delle carte muratoriane fu evitata grazie alla sensibilità del Comune di Modena che favorì l’acquisto, anticipandone il pagamento.
La vera valorizzazione del fondo iniziò però nel 1952, quando fu fondato a Modena il Centro Studi Muratoriani, con l’intento di proseguire l’Edizione nazionale del carteggio, iniziata nel 1900 dal marchese Matteo Campori (1856-1933).
L’epistolario conta 2054 corrispondenti per un totale di ben oltre 20.000 lettere, con materiale allegato di varia tipologia, da cui emergono le molteplici relazioni di Muratori nel contesto culturale europeo.
L’ambizioso progetto prevede la pubblicazione di 48 volumi, e gli studiosi impegnati in questa impresa potranno sicuramente avvantaggiarsi dall’accesso alla riproduzione digitale dei documenti dell’Archivio, iniziata nel 2001 e tuttora in corso.
4 - Dopo il 2005 è iniziata l’organizzazione sistematica di tutto il materiale digitale accumulatosi per varie provenienze: copie di deposito, progetti, riproduzioni varie, ecc. Anche queste acquisizioni nel 2009 sono state rese disponibili al pubblico, che può cogliere con l’uso dello zoom dettagli altrimenti quasi invisibili sui documenti stessi.
5 - L’esperienza accumulata dalla Biblioteca con il trattamento delle immagini è stata inoltre utilizzata nel caso del catalogo storico a schede mobili “Staderini”, digitalizzato nell’ambito del progetto sui cataloghi storici della Biblioteca Digitale Italiana e recentemente reso disponibile attraverso la LAN dell’Istituto in una versione resa maggiormente user-friendly.
La Biblioteca Estense Universitaria ha iniziato quindi, da quasi vent’anni, ad avvalersi di nuovi linguaggi per comunicare le potenzialità del suo patrimonio, e intende continuare la sperimentazione di soluzioni capaci di coniugare i principi della tutela con quelli della valorizzazione.

Bibliografia

Restauro: sinergie tra pubblico e privato, XVII Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, Ferrara, 24-27 marzo 2010, a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, marzo 2010, pp. 192-194

P. MONARI (a cura di), Ricerche per lo studio e la valorizzazione dei beni culturali. Sperimentazioni in Emilia-Romagna. Atti del Convegno organizzato il 26 marzo 2010 dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna nell'ambito del XVII Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2010), Bologna 2010, pp. 89-97

Itinerari collegati

Studi e ricerche in Emilia-Romagna: attività degli Istituti MiBAC nel 2009
  • Tipo restauri
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per l'Emilia-Romagna
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