Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

07 - L’iniziativa Maratonarte per la tutela degli strumenti musicali

di Beatrice Bentivoglio-Ravasio, Michela Palazzo
1 Venezia, Museo Correr
2 Organo portativo
Tipo
restauri
Nazione
Italia
Regione
Veneto
Provincia
Venezia
Comune
Venezia
Data compilazione
2010

Abstract

Promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la maratona televisiva denominata Maratonarte ha raccolto fondi finalizzati alla realizzazione di sette progetti speciali nel campo della tutela e recupero di beni culturali. Uno di essi, ideato e proposto dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, riguarda lo studio e la sperimentazione di procedure scientifiche per la conservazione e il restauro degli strumenti musicali.
Quello della tutela degli strumenti musicali è tema complesso che non si limita alla conservazione del solo dato materiale, ma deve anche tenere conto del fatto che si tratta di manufatti originariamente concepiti per produrre suoni. Al recupero dell’oggetto in quanto tale deve dunque sempre accompagnarsi una seria riflessione circa l’opportunità o meno di perseguire anche un obiettivo funzionale, ed è evidente che spesso le due finalità confliggono.
Attualmente nel nostro paese non esistono ancora studi per la definizione di protocolli tecnico-procedurali relativi ad interventi conservativi a carattere scientifico su questi particolari manufatti.

Ubicazione/Come arrivare

Istituti che hanno collaborato
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia
Direttore ad interim: arch Carla di Francesco poi dott.ssa Caterina Bon Valsassina
Palazzo Litta
Corso Magenta, 24
20123 - Milano
Tel. 02/802941
Fax 02 80294232
e-mail - info@lombardia.beniculturali.it

Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna.
Via sant’Isaia 20
40123 – Bologna
Direttore: arch. Carla Di Francesco
Fax. 051 3397077
Tel. 051 3397011
e-mail: dr-ero@beniculturali.it

Scuola di Alta Formazione del Centro per la Conservazione e il Restauro La Venaria Reale.
Piazza della Repubblica
10078 - Venaria Reale (TO)
Tel 39 011 4993011
Fax 39 011 4993033

Descrizione

Procedure per il restauro scientifico e la conservazione programmata

Promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la maratona televisiva denominata Maratonarte ha raccolto fondi finalizzati alla realizzazione di sette progetti speciali nel campo della tutela e recupero di beni culturali. Uno di essi, ideato e proposto dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, riguarda lo studio e la sperimentazione di procedure scientifiche per la conservazione e il restauro degli strumenti musicali.
Quello della tutela degli strumenti musicali è tema complesso che non si limita alla conservazione del solo dato materiale, ma deve anche tenere conto del fatto che si tratta di manufatti originariamente concepiti per produrre suoni. Al recupero dell’oggetto in quanto tale deve dunque sempre accompagnarsi una seria riflessione circa l’opportunità o meno di perseguire anche un obiettivo funzionale, ed è evidente che spesso le due finalità confliggono.
Attualmente nel nostro paese non esistono ancora studi per la definizione di protocolli tecnico-procedurali relativi ad interventi conservativi a carattere scientifico su questi particolari manufatti.
L’iniziativa Maratonarte nasce quindi dall’esigenza di applicare anche al restauro di questa particolarissima categoria di beni, un approccio simile a quello ormai consolidato nel campo degli altri beni storico artistici e dell'architettura: il restauro quindi non come pura e semplice attività di riparazione o ripristino delle funzionalità, ma come scienza fondata su una corretta impostazione metodologica svolta da operatori di formazione non solo manuale. Il restauro di uno strumento musicale bene culturale è un momento di incontro e studio di aspetti non necessariamente o esclusivamente legati alla pratica della costruzione: le operazioni da compiere sono supportate da un apparato di conoscenze musicali, di prassi esecutiva, organologiche, storiche, scientifiche e tecnologiche, davvero imponenti che necessariamente conducono ad un metodo di lavoro in team. Un intervento di restauro diventa dunque punto di aggregazione e collaborazione tra studiosi di diverse discipline, accomunati dalla necessità di raccogliere la maggiore quantità possibile di informazioni sull’oggetto dell’intervento. Accanto agli aspetti artistici e storici, quelli scientifico-tecnologici hanno assunto un'importanza sempre maggiore, portando allo sviluppo ed all'applicazione di metodi spesso estremamente raffinati ed alla definizione di una vera e propria disciplina diagnostica applicata al restauro che, per quanto attiene gli strumenti musicali sta ancora muovendo i suoi primi passi.
Il progetto finanziato con i fondi Maratonarte ha previsto un intervento conservativo globale di una fra le più importanti collezioni pubbliche di strumenti musicali italiane, la raccolta del Museo Correr di Venezia, frutto della donazione del fondatore del museo Teodoro Correr (1750-1830) e di alcune acquisizioni successive: un prezioso nucleo di strumenti ad arco, strumenti musicali entonatropologici e di diversa tipologia, un organo portativo di straordinario pregio.
Tale collezione è attualmente costituita da 69 pezzi: 17 aerofoni (fra cui 4 flauti, 3 oboi, un cornetto, due organi), 15 cordofoni (fra cui 6 archi, un’arpa, 2 chitarre, una spinetta, un clavicembalo, un fortepiano), 34 membranofoni, 2 idiofoni e una custodia per violino.
Tre dei quattro strumenti a fiato menzionati rappresentano degli unica sul territorio italiano, due dei quali risalenti al celebrato inventore del clarinetto (J. Ch. Denner), mentre l’oboe d’amore è opera del costruttore lipsiense più stimato all’epoca di J. S. Bach, J. H. Eichentopf. Il cornetto, seppur anonimo, è a sua volta strumento talmente rappresentativo della musica rinascimentale veneziana, da apparire ugualmente bene di straordinaria rilevanza.
Della collezione fa parte anche un organo portativo a mitra con canne di carta costruito nel 1494 da Lorenzo Gusnasco da Pavia. Strumento di straordinario valore dal momento che si tratta del più antico organo datato posseduto da una collezione pubblica italiana, merita un discorso a sé, anche in funzione del fatto che non è mai stato oggetto d’intervento.
La preziosità del bene e le precarie condizioni conservative hanno imposto di evitare la progettazione di qualsivoglia tipo d’intervento senza prima avere acquisito i risultati di un approfondito progetto diagnostico e di studio.
L’operazione è divisa in due lotti: il primo dedicato agli studi e alle analisi preliminari, alla redazione di linee guida e all’elaborazione di un progetto esecutivo d’intervento; il secondo all’esecuzione dell’intervento diretto sul bene.
Fanno parte della prima fase anche la realizzazione di un progetto didattico finalizzato al recupero di una tecnica costruttiva desueta come quella dell’approntamento delle canne di carta, e la realizzazione di un banco di prova, ovvero di una copia perfetta dello strumento come quando appena uscito, o come si suppone che fosse, dalla bottega di Lorenzo da Pavia.
Come in ogni restauro di rilevanza scientifica, l’intervento sull’insieme degli strumenti è supportato da una campagna di approfondite indagini conoscitive anche di tipo diagnostico. Da queste e dagli interventi stessi scaturiranno informazioni sui beni oggetto del restauro.
Fra le indagini realizzate un cenno particolare meritano le microtomografie ad altissima risoluzione ottenute con l’utilizzo della luce di sincrotrone e condotte presso il Laboratorio Elettra della Sincrotrone Trieste S.C.p.A. di Basovizza (Trieste): una tecnica mai utilizzata prima nel campo della tutela degli strumenti musicali e che ha dato risultati spettacolari.
La necessità di acquisire dati diagnostici e inerenti la storia conservativa dei singoli strumenti non è soltanto premessa imprescindibile per la redazione di un progetto d’intervento mirato, ma è anche e soprattutto la fonte cui attingere tutto quanto serve alla realizzazione di un’oculata azione di conservazione preventiva e quindi di monitoraggio e controllo periodico del bene al fine di prevenire i danni.
In sintesi l’archiviazione e organizzazione di tutti questi dati permetterà di redigere un programma di conservazione specifico per ogni strumento musicale. Al fine di garantire la conservazione programmata e la manutenzione degli strumenti dopo il restauro, verrà compilata una scheda conservativa per ogni strumento musicale nella quale, oltre ai dati relativi alla storia conservativa dello strumento, verrà inserito tutto l’apparato documentario relativo alle indagini eseguite prima, durante e dopo l’intervento, nonché ovviamente all’intervento stesso. Tutti questi dati strutturati e informatizzati con sistemi che ne permettono la consultazione secondo modalità di ricerca agili e finalizzate, costituiscono il primo nucleo dell’Archivio dei restauri di un Centro di Documentazione degli strumenti musicali. Alle informazioni relative agli aspetti conservativi dell’intervento saranno collegate anche le informazioni di carattere meramente individuativo dei beni acquisite mediante la revisione e implementazione delle schede di catalogo. Queste verranno inserite nell’Archivio di catalogo del Centro di Documentazione, per il cui avvio si sta procedendo anche a una ricognizione delle schede di catalogo di strumenti musicali esistenti nelle regioni che collaborano al progetto: Lombardia. Veneto ed Emilia-Romagna
Tutte le molteplici attività previste e svolte nell’ambito dell’iniziativa Maratonarte saranno oggetto di pubblicazioni specifiche di alto contenuto scientifico alcune delle quali prodotte in partnership con le maggiori riviste del settore nazionali ed internazionali, altre edite quali supporto alla formazione universitaria dei restauratori conservatori di strumenti musicali. A tali pubblicazioni di tipo tradizionale si accompagna la realizzazione di un film-documentario e di prodotti multimediali finalizzati sia alla didattica che alla comunicazione e valorizzazione dei lavori svolti.

Bibliografia

Restauro: sinergie tra pubblico e privato, XVII Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, Ferrara, 24-27 marzo 2010, a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, marzo 2010, pp. 188-191

P. MONARI (a cura di), Ricerche per lo studio e la valorizzazione dei beni culturali. Sperimentazioni in Emilia-Romagna. Atti del Convegno organizzato il 26 marzo 2010 dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna nell'ambito del XVII Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2010), Bologna 2010, pp. 77-87

Itinerari collegati

Studi e ricerche in Emilia-Romagna: attività degli Istituti MiBAC nel 2009
  • Tipo restauri
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

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