Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

04 - Un cantiere scuola esemplare

di Cetty Muscolino, Ermanno Carbonara, Claudia Tedeschi, Marco Orlandi
1 — Ravenna, Sant’Apollinare Nuovo, Corteo delle Vergini, Vittoria, particolare
2 - Ravenna, Sant’Apollinare Nuovo, registro superiore, rifacimenti ottocenteschi riconducibili a Felice Kibel, particolare
Tipo
restauri
Nazione
Italia
Regione
Emilia Romagna
Provincia
Ravenna
Comune
Ravenna
Data compilazione
2010

Abstract

Il cantiere scuola recentemente concluso, che ha interessato il primo tratto della parete nord della basilica di Sant’Apollinare Nuovo a Ravenna, rappresenta un caso di studio di particolare rilievo per le sue peculiarità.
La singolarità dello studio è in buona parte collegata alle vicende storiche delle decorazioni musive che hanno visto impegnate in un primo momento maestranze teodericiane e in un secondo quelle agnelliane. Un’analisi minuziosa e accurata ha indagato passo per passo queste trasformazioni, dai cambiamenti materici e stilistici alle innovazioni tecnologiche, e ha permesso di incamerare un’enorme quantità di dati che, sapientemente gestiti e interpretati, potranno fornire nuove risposte ai molteplici interrogativi che questi mosaici ancora pongono.

Ubicazione/Come arrivare

Istituto
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Ravenna, Ferrara, Forli’/Cesena e Rimini
via San Vitale 17
48100 – Ravenna
Soprintendente arch. Antonella Ranaldi
Fax 0544 543732
Tel. 0544 543711
e-mail: sbap-ra@beniculturali.it

Descrizione

I mosaici di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna

E’ evidente che ogni cantiere di restauro presenta molteplici problematiche connesse agli accadimenti e alle trasformazioni che l’opera d’arte ha vissuto nel tempo trascorso dal momento della sua nascita; ma non c’è dubbio che se si riflette sulla diversa natura e specificità delle opere e delle tecniche artistiche impiegate, bisognerebbe avere un occhio di riguardo per gli apparati decorativi musivi (in particolare parietali) che per l’intrinseca natura costituiscono cantieri più complessi.
Innanzi tutto sottolineiamo l’eterogeneità dei materiali costitutivi, mai abbastanza valutata nella sua concreta dimensione e nei risvolti operativi che comporta. Solo la superficialità e la mancanza di esperienza può indurre a ritenere omogenea, e quindi operare di conseguenza, una superficie in cui convivono a stretto contatto marmi, pietre, materiali ceramici e vetrosi. E anche senza entrare nello specifico settore delle tessere a lamina metallica, oro e argento, gli addetti ai lavori sanno bene che alla “famiglia” dei vetri appartengono tali e tante varianti cromatiche (e materiche), perseguite per squisite finalità estetiche, che rendono complessa sia la diagnosi che la terapia.
Anche la stessa determinazione dello stato di conservazione dell’opera richiede tempi lunghi, per non parlare della ricognizione necessaria per discriminare le parti originali da quelle aggiunte in epoche successive.
Ogni opera d’arte infatti ci giunge più o meno trasformata, ma è abbastanza evidente che è più facile riconoscere le parti aggiunte e giustapposte in una pittura o in una scultura che in un mosaico, dove l’entità del rifacimento può variare da una porzione consistente fino alla singola tessera. Quindi ne consegue che fondamentale è la metodologia d’approccio e la possibilità di avere a disposizione i tempi necessari sia all’intervento che allo studio, come di prassi si verifica nei cantieri scuola, così come sono stati messi a punto e perfezionati in oltre vent’anni di attività presso la Scuola per il Restauro del Mosaico di Ravenna, sezione distaccata dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, la cui futura sorte è attualmente in balia delle continue trasformazioni in atto.
Il cantiere allestito in diversi anni nella basilica di Sant’Apollinare Nuovo ha rappresentato per la Scuola ravennate uno dei banchi di prova più impegnativi e una ricerca verso cui si sono indirizzate energie, studi e approfondimenti. Certamente i restauri condotti fino a oggi sono solo una piccola parte rispetto alla grande estensione della superficie musiva, ma crediamo che debbano essere considerati come la giusta fondamenta e la guida per i futuri e necessari lavori.
Numerosi sono stati gli studi, alcuni dei quali caratterizzati da uno spirito innovativo, come il rilievo del colore, che ha portato a sperimentazioni didattiche. Sono state condotte analisi mineralogico-petrografiche per caratterizzare il materiale utilizzato per le tessere lapidee e sono in corso di studio le tessere a lamina metallica; l’analisi della superficie musiva e delle malte ha consentito di osservare le tecniche di esecuzione. Si sottolinea che la peculiarità di queste decorazioni consiste anche nel fatto che nel cantiere convivono maestranze teodericiane e agnelline e che si tratta di un’occasione formidabile per osservare mutamenti stilistici e materici.
Nelle Tavole tematiche, digitalizzate, sono state registrate le morfologie di degrado riscontrate sulla superficie: dalla caduta dei sottili vetri (cartelline) che proteggono le lamine metalliche nelle tessere oro o argento ai corpi estranei, dai depositi superficiali ai distacchi delle malte dalle murature, alla presenza di fatturazioni, incrostazioni, lacune, macchie ecc. Di fondamentale importanza è stato il consolidamento di profondità nel registro delle Vergini, unica parte ancora allettata su malta originale.

Bibliografia

Restauro: sinergie tra pubblico e privato, XVII Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, Ferrara, 24-27 marzo 2010, a cura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, marzo 2010, pp. 179-180.

P. MONARI (a cura di), Ricerche per lo studio e la valorizzazione dei beni culturali. Sperimentazioni in Emilia-Romagna. Atti del Convegno organizzato il 26 marzo 2010 dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna nell'ambito del XVII Salone dell’Arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2010), Bologna 2010, pp. 49-59

Itinerari collegati

Studi e ricerche in Emilia-Romagna: attivitą degli Istituti MiBAC nel 2009
  • Tipo restauri
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

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