Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

13 - Rimini, Complesso archeologico in piazza Ferrari: situazione attuale e ipotesi di restauro

di Maria Grazia Maioli, Mauro Ricci, Monica Zanardi, Cetty Muscolino, Claudia Tedeschi
1- Rimini, piazza Ferrari. Veduta generale della Domus chirurgo
2-Rimini, piazza Ferrari. Planimetria dell'area archeologica 3 Rimini, Museo della Città, Sezione Archeologica-Strumenti chirurgici 4 Rimini, Museo della Città, Sezione Archeologica-Pinax in pasta vitrea 5 Rimini, piazza Ferrari. Domus del Chirurgo veduta della stanza dell'Orfeo
Tipo
restauri
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Rimini
Comune
Rimini
Data compilazione
2009

Ubicazione/Come arrivare

Piazza Ferrari a Rimini

Descrizione

Il complesso archeologico di Piazza Ferrari a Rimini è stato individuato nel 1989 durante i lavori di sistemazione dei giardini pubblici. La scoperta si è subito rivelata eccezionale. Successivi, sistematici sondaggi e scavi stratigrafici hanno individuato un’area di oltre 700 mq. I resti più significativi sono quelli di una domus costruita nella seconda metà del II sec d.C. (detta “del chirurgo” per lo straordinario strumentario medico che vi è stato rinvenuto) e quelli di un’area palaziale databile al V-VI sec. d.C. Dal punto di vista costruttivo, il contesto archeologico presenta un’ampia gamma di materiali eterogenei, quali strutture di laterizi, argilla pressata, intonaci dipinti e pavimenti musivi che nel corso dei secoli hanno reagito in modo disomogeneo alle aggressioni operate dal tempo, dal clima e dall’uomo. Nel prosieguo degli scavi si è proceduto con operazioni di pronto intervento (pulitura, consolidamenti localizzati, stuccature e trattamenti biocidi) mirate esclusivamente alla conservazione e messa in sicurezza dell’area archeologica. L’insieme di queste operazioni ha permesso a mosaici e strutture di conservarsi fino ad oggi. Il corredo medico chirurgico rinvenuto nella domus, ora esposto nel Museo della Città di Rimini, è stato oggetto di minuziosi restauri effettuati nel Laboratorio di Restauro della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna. Anche se nel dicembre 2007 tutta l’area archeologica è stata musealizzata in una grande teca espositiva, dal punto di vista conservativo il lavoro è appena iniziato: nonostante la presenza di impianti di climatizzazione e deumidificazione, il nuovo assetto ha causato modifiche al microclima e il primo problema da affrontare è proprio la sua stabilizzazione.
Nel 2008, nell’ambito delle attività di collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, la Scuola per il Restauro del Mosaico di Ravenna, sezione distaccata dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, ha svolto una campagna di studio e pronto intervento sui pavimenti musivi dell’area archeologica finalizzata all’analisi del loro stato di conservazione.
Nonostante le numerose cure di cui sono sempre stati oggetto, i mosaici soffrono di alcune patologie croniche, quali il distacco del tessellato musivo dagli strati sottofondali delle malte di allettamento e la crescita di alghe ed erbe infestanti su alcuni strati e strutture. Le moderne tecniche di restauro e conservazione hanno permesso di mantenere questi straordinari manufatti nel loro sito originario con mirati e minimi interventi, senza dover operare forti decontestualizzazioni, come strappi dei mosaici e trasferimenti in altri luoghi espositivi, come accadeva in passato.
Dal luglio 2008 i mosaici sono stati interessati da una serie di studi ed interventi: rilievi metrici ed iconografici, studi delle antiche tecniche di costruzione, osservazioni macroscopiche dei materiali, operazioni di pulitura fisica e consolidamento degli elementi mobili.
In seguito sarà comunque fondamentale intervenire, oltre che sull’aspetto strutturale, anche su quello estetico, oggi disturbato da una serie di elementi, quali i cordoli di contenimento delle lacune e dei bordi perimetrali che, se prima della musealizzazione hanno rappresentato una salvaguardia temporanea dei mosaici, ora devono essere rimossi e sostituiti da interventi che valorizzino maggiormente le opere.
L’elaborazione dei dati acquisiti durante la campagna ricognitiva costituisce una valida base per redigere un progetto pilota di restauro al quale necessariamente seguirà un programma di manutenzione ordinaria.

Cronologia

2008

Bibliografia

M. G. MAIOLI, M. RICCI, M. ZANARDI, C. MUSCOLINO, C. TEDESCHI, Il complesso archeologico di piazza Ferrari a Rimini: situazione attuale e ipotesi di restauro, in P. MONARI e A. SARDO (a cura di), Restauri in Emilia-Romagna: attività degli Istituti MiBAC nel 2008. Atti del Convegno organizzato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna nell'ambito del XVI Salone del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2009), Bologna 2009; pp. 165-171

Mappa

Itinerari collegati

Restauri in Emilia-Romagna: attivitą degli Istituti MiBAC nel 2008
  • Tipo restauri
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

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