Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

08 - Bologna, palazzo ex ENPAS. Lavori di restauro delle superfici esterne

di Andrea Capelli
1 Bologna, Palazzo ex ENPAS ora INPDAP
2 Bologna. Palazzo ex ENPAS ora INPDAP, saggio di pulitura in corso sulla fronte 3 Bologna, Palazzo ex ENPAS ora INPDAP, il fronte su via dei Mille in corso lavori
Tipo
restauri
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
2009

Ubicazione/Come arrivare

Palazzo ex ENPAS, ora INPDAP, a Bologna sito nella centralissima via dei Mille, angolo via Montebello

Descrizione

L’edificio della sede ex ENPAS, ora INPDAP, a Bologna sito nella centralissima via dei Mille, angolo via Montebello, rappresenta una delle migliori e più significative opere di Saverio Muratori ( 1910-1973), il grande “Maestro” modenese dell’architettura italiana del Novecento.
Il palazzo per uffici, negozi ed abitazioni fu progettato fra il 1952 ed il 1957, edificato fra il 1959 ed il 1961 ed inaugurato il 4 Aprile 1963. L’Impresa costruttrice fu la ditta “Garbarino-Sciaccaluga di Bologna con Silingardi di Modena per l’arredamento del salone sportelli (la scultura posizionata nell’atrio rappresentante “l’infermiera” fu opera del prof. Assen Peikof, noto artista Bulgaro operante a Roma con studio in via Margutta)
L’opera di Muratori, nella sua architettura di essenziale caratterizzazione, riassume in sé lo studio approfondito del carattere del luogo in stretta connessione con il novero costitutivo del tessuto urbano bolognese, dei suoi tipi edilizi e dei suoi elementi strutturali principali.
Il Palazzo ENPAS mostra infatti grande rilievo disciplinare, impersonificando la critica motivata al soggettivismo autoreferenziale dell’architettura moderna, origine di quell’edonismo linguistico che rende l’ambiente urbano incoerente e semanticamente “sovraesposto”. Istituisce altresì la ripresa di un rapporto tra architettura e città basato sullo studio della struttura del contesto urbano nel suo continuo evolvere, una struttura esaminata quindi alla luce della relazione tra tipologia edilizia e morfologia urbana.
L’edificio bolognese di Muratori riprende, fra l’altro il particolare sistema seriale costruttivo “Bolognese”, di derivazione lignea, riproponendo il portico con lo sporto, le lesene ed il coronamento superiore merlato.
Il tema metodologico-progettuale pregnante nel palazzo ex ENPAS è infatti il linguaggio architettonico, inteso non come codice convenzionale a-storico applicabile in ogni luogo, ma come portato specifico di una determinata area culturale ( nella fattispecie quella Bolognese ).
In particolare, come bene ha già sottolineato nei suoi scritti l’’architetto Giancarlo Cataldi, qui Muratori sperimenta una nuova forma di collaborazione tra ossatura elastica e parete continua di materia solida, facendo convivere due materiali: i mattoni ed il cemento armato (materiale moderno). Secondo il concetto di continuità di materiale in superficie, quindi qui di mattoni che chiudono e ricoprono il traliccio il quale collabora come una cassaforma stabile, percorrendo la strada della sperimentazione tecnica del nuovo materiale con una reinterpretazione in chiave di adeguamento ambientale, si perviene al risultato di risolvere il quesito linguistico dell’integrazione della nuova architettura in un contesto storicamente consolidato.
Muratori con il progetto di questo edificio esce dalla visione soggettiva che privilegia la personalità individuale dell’architetto che opera trasferendo indifferentemente in ogni luogo i suoi stilemi stilistici, per passare ad una visione oggettiva che chiama in causa , invece, le sue capacità di sintetizzare, in maniera diversa e a seconda dei luoghi, i caratteri ambientali della città. Tema questo di straordinaria rilevanza per l’architettura contemporanea per il quale Muratori risulta grande anticipatore.
Il Palazzo è stato oggetto sinora di due interventi di restauro delle facciate su via dei Mille e su via Montebello (2007) e di uno ulteriore del porticato (2008), con intervento diretto della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le provincie di Bologna, Modena e Reggio Emilia con finanziamento del Ministero Beni ed Attivita Culturali-Dipartimento Beni Culturali e paesaggistici, Settore architettura e arte contemporanea. L’intervento del Ministero sulle facciate si è svolto contestualmente ad un più corposo intervento di ristrutturazione, riammodernamento dell’impiantistica riguardante gli interni finanziato ed appaltato dall’ente INPDAP.
L’edificio, che non aveva mai subito interventi di complessiva manutenzione negli esterni, necessitava di un’azione di “revisione” rigorosa ed attenta alle particolari valenze progettuali volute ed attuate dal Muratori nello spirito dell’architettura del periodo. Nel corso degli anni le parti in mattoni, i cementi e le pietre naturali si erano ricoperte di incrostazioni talora dovute ad alcune problematiche legate allo scolo delle acque meteoriche specie nella parte alta ove si sono riscontrati mattoni deteriorati e distacchi di piccole porzioni di travertini talora con distacchi di scaglie di mattoni e marmo. Di particolare impegno è risultato l’intervento sui cementi realizzati in opera ad imitazione della pietra arenaria (mentre le parti cementizie di travertino imitato sono in lastre prefabbricate), poichè presentavano rilevanti fessurazioni, poi sistemate con l’uso di malte bicomponenti a basso modulo elastico e con la posa di perni in vetroresina, specie nelle architravi ammalorate presentanti distacchi fra i due distinti strati in getto dei calcestruzzo.
Gli interventi di manutenzione e restauro sinora eseguiti hanno consentito di ridare ai fronti esterni principali ed al porticato una completa e migliorata facies in tutto simile all’originale di Muratori; l’intervento ha pulito e consolidato ogni porzione sia dei mattoni che dei travertini e cementi, conservando e recuperando i valori metrici, cromatici ed “ambientali” della tradizione locale precipuamente ricercati dalla “sapienza” progettuale ed esecutiva di Saverio Muratori interprete di quella particolare fase dell’Architettura Europea degli anni Cinquanta del Novecento.
Le tecniche di intervento di restauro e pulitura sono state differenziate in relazione ai vari materiali costruttivi, attuando la rimozione di croste e patine o colature, oltre i graffiti sui pilastri nelle zone basse, quindi è stata eseguita un’accurata pulizia , consolidamenti con rifacimenti di piccole porzioni deteriorate e vernici protettive adeguate.
Il risultato, che ha comportato anche una generale tonalizzazione di alcune zone della facciata principale, ha consentito di ripristinare una “gradevolezza” della visione della bella architettura del Muratori e, soprattutto, di avviare un’azione di salvaguardia nel tempo dei materiali di finitura sia dei cementi, peraltro di curatissima esecuzione, sempre martellinati manualmente, che dei mattoni, che dei travertini, con la finalità di una più lunga conservazione negli anni a venire.

Cronologia

2008

Bibliografia

A. CAPELLI, Il palazzo ex ENPAS a Bologna. Restauro delle superfici esterne, in P. MONARI e A. SARDO (a cura di), Restauri in Emilia-Romagna: attività degli Istituti MiBAC nel 2008. Atti del Convegno organizzato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna nell'ambito del XVI Salone del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2009), Bologna 2009; pp. 99-109

Mappa

Itinerari collegati

Restauri in Emilia-Romagna: attivitą degli Istituti MiBAC nel 2008
  • Tipo restauri
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per l'Emilia-Romagna
C.F. 91220990377 - codice iPA per fatturazione elettronica: BQ9N1I
Strada Maggiore, 80 - 40125 - Bologna - Italia
Tel. 39 051 4298211 - Fax. 39 051 4298277

Lun-Ven: 9.00-17.00

e-mail: sr-ero@beniculturali.it - mbac-sr-ero@mailcert.beniculturali.it

  
fb
icon youtube icona twitter