Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

05 - Parma, Paesaggi dipinti nel Palazzo del Giardino: inediti dal restauro

di Corrado Azzollini, Luciano Serchia
1 Paolo Ponzoni, Pianta di Parma, 1572, particolare
2 Parma, Palazzo Ducale, Particolare della decorazione della volta della Camera degli uccelli (sala est) 3 Parma, Palazzo Ducale, Camera degli Uccelli, particolare della parete
Tipo
restauri
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Parma
Comune
Parma
Data compilazione
2009

Ubicazione/Come arrivare

Palazzo Ducale di Parma

Descrizione

I lavori di restauro al Palazzo Ducale di Parma (noto anche come “Palazzo del Giardino”), sono iniziati nel novembre 2007, grazie ad un finanziamento straordinario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nell’ambito della Programmazione Lotto del triennio 2004-2006 di cui alla Legge n.662 del 1996.
L’intervento è curato dalla Direzione Regionale per i Beni e le Attività Culturali dell’Emilia Romagna, progettato e diretto dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Parma e Piacenza.
I lavori sono stati aggiudicati mediante selezione con procedura aperta a cui hanno partecipato circa 60 ditte. Il consorzio CIPEA, vincitore dell’appalto, ha poi indicato quale Impresa consorziata, esecutrice dei lavori, la Idroter con sede in S. Lazzaro di Savena (BO).
L’importo complessivo del progetto di restauro ammonta a circa 750.000,00 euro, distribuito su due annualità finanziarie (2004 e 2006), che prevedevano interventi sulla facciata sud, nell’atrio a piano terra, nello scalone d’onore e nelle salette poste a nord del piano terra.
Nel campo del restauro, la necessità inderogabile di dover affrontare le tante problematiche legate all’intervento - da quelle storiche, artistiche, estetiche, a quelle tecnologiche, nonché della necessaria valutazione dei possibili effetti futuri di un intervento dilatabile nel tempo - impone di seguire alcuni principi operativi, quali quelli di reversibilità, compatibilità e minimo intervento, che non hanno equivalenza in altri settori, sebbene tecnologicamente più avanzati.
Spesso, purtroppo, i soggetti concessionari di grandi opere di restauro, sembrano privilegiare un atteggiamento “produttivistico”, a scapito del raggiungimento di un livello accettabile di qualità, fattore essenziale per il buon andamento del cantiere di restauro.
Nel caso specifico, l’organizzazione e le dimensioni “artigianali” della Ditta esecutrice dei restauri pittorici hanno permesso il mantenimento di un buon livello di qualità.
Gli interventi di descialbo, effettuati nelle salette a piano terra, hanno rivelato la presenza di importanti affreschi, pertanto, in accordo con il progettista e direttore dei lavori, si è deciso di intervenire con una variante in corso d’opera e un contestuale recupero del ribasso d’asta, per poter meglio ridefinire anche il restauro delle due salette affrescate.
Come quasi tutti i cantieri di restauro che si rispettino, anche quello in questione si sta rivelando una preziosa fonte di informazioni sia di carattere storico che tecnico, riferibili non soltanto al monumento oggetto di restauro ma, più in generale alla storia dell’arte e alle caratteristiche costruttive e decorative dell’epoca.
Nel cantiere in argomento, vero e proprio cantiere di progetto, grazie alle possibilità offerte dall’attuale normativa sui lavori pubblici, in particolare gli articoli riguardanti il settore dei Beni Culturali, si è potuto “aggiornare” il progetto, modificandolo, di volta in volta, in ragione delle “scoperte” che venivano alla luce. (C. A)


I restauri diretti dall’arch. Luciano Serchia e tuttora in corso nella cinquecentesca residenza Ducale del Giardino di Parma, voluta dal duca Ottavio Farnese, hanno portato alla luce nelle due sale al piano terreno: la Camera degli uccelli e la Camera dei paesaggi con architetture interessanti affreschi con paesaggi.
Le decorazioni ritrovate connotano questi due ambienti come vere e proprie stanze-paese ante-litteram, poiché la narrazione dipinta, oltre a proporre un’ariosa ambientazione naturalistica nella dilatazione del campo visivo, con luminosi paesaggi dagli orizzonti lontani, coinvolge lo spazio, distendendosi dalla volta alle pareti con una rappresentazione continua che riveste completamente la superficie muraria e nega gli elementi architettonici.
Il tema della “stanza paese”, ossia il giardino in una stanza, cui si dedicheranno, con esiti di indiscussa qualità, numerosi pittori sul volgere del Settecento, ha una antica tradizione e origini remote nella cultura romana, con riferimenti espliciti già nel trattato di Vitruvio. Il teorico dell’età augustea suggeriva di dipingere “porti, promontori, spiagge, fiumi, fonti, rocce, villaggi, monti...”. Quelli dipinti sulle pareti della Camera degli Uccelli del Palazzo Ducale del Giardino sono paesaggi fluviali resi con una sapiente esecuzione delle architetture e della veridicità botanica della vegetazione.
Particolarmente interessante è l’impaginazione dello spazio sulla parete verso l’ingresso principale. La trama disegnativa e lo stesso programma iconografico denunciano un’invenzione colta e ricercata in cui il paesaggio non è citazione erudita o divagazione fantastica. Il paesaggio è, tema ancora raro, condotto su modelli di cultura figurativa che coniugano suggestioni fiamminghe a elementi di cultura decorativa di ambito romano. Dagli affreschi recuperati si evince che il paesaggio si sviluppava maestosamente sulla volta, su tutte quattro le pareti e, su quella fra le due finestre, con invenzioni di seducente bellezza. Il pittore ha infatti impaginato la scena con un unico, arioso paesaggio, attraversato da un fiume e popolato da alberi in un lussureggiante giardino, nell’esibita, implicita celebrazione della natura e dell’acqua, arricchendola con inserti architettonici, con cavalli e popolandone il cielo con volatili dai colori vibranti. Ai due successivi interventi del XVII e nel XVIII secolo si devono le decorazioni emerse lungo gli sguinci delle finestre, in origine più piccole di quelle attuali, sia nella Camera degli Uccelli, sia nella Camera dei paesaggi con architetture.
Si tratta di un fregio di verdi racemi che si intrecciano scivolando lungo la parete e di un più articolato fregio a volute, interrotte da grandi medaglie che, sulla volta, simulano uno sfondato architettonico. Il Palazzo del Giardino è stato infatti interessato da interventi di ristrutturazione riferibili a due differenti ambiti cronologici. La prima profonda modifica della delizia farnesiana avvenne verosimilmente entro gli anni ottanta del Seicento, voluta dal duca Ranuccio II Farnese dopo il relativo disinteresse per gli interventi architettonici manifestato da suo padre Odoardo. A questa fase risale l’apparato decorativo lungo gli sguinci delle finestre. Sono invece riconducibili alla seconda fase, quella settecentesca post farnesiana e all’epoca dell’architetto di corte E. Alexandre Petitot, altri lavori, avvenuti intorno al 1767, in seguito ai quali sono state ampliate le finestre degli ambienti terreni e occultati sia le pitture di paesaggio sulle pareti sia l’appartato decorativo seicentesco lungo gli sguinci.
La qualità e la sapienza descrittiva con le quali l’artista ha reso le fronde degli alberi mosse dal vento, ottenute con un gioco di tocchi leggeri, la luminosità del cielo nel quale volano uccelli variopinti, gli inserti architettonici ben visibili sulla parete sulla quale si riconosce anche il disegno di una recinzione con inserti floreali, ed altre tracce di decorativismo architettonico illusionistico connotano questo ambiente, nonostante le ampie lacune, nella complessità della narrazione, con il prestigio e l’appeal di una decorazione preziosa ed esclusiva. I restauri confermano la sfolgorante bellezza di questi paesaggi che avevano ammagliato i viaggiatori stranieri in visita a Parma ben prima delle ampie ristrutturazioni condotte dall’architetto E. Alexandre Petitot, per Ferdinando di Borbone (1751-1802), nella seconda metà del Settecento.
Anche le decorazioni venute alla luce nella Camera dei paesaggi con architetture, invadono interamente la superficie muraria, distendendosi dalla volta lungo le pareti. Si tratta di un’acquisizione di indubbia rilevanza scientifica. Anche in questo caso, come nella Camera degli uccelli, il paesaggio non è subordinato o parte integrante della scena principale, ma esso stesso protagonista. Il cielo aperto con soffici nubi, i bellissimi uccelli in volo presenti in entrambe le sale, le architetture e gli specchi d’acqua oltre alle fronde leggere degli alberi resi con pennellate di tocco, sono del tutto confacenti a un luogo di delizia, e in linea con quanto suggeriva Leon Battista Alberti.
A seguito di questi lavori si aprono nuove prospettive. Il Palazzo del Giardino si configura come realtà architettonica unitaria, al cui interno tuttavia sono documentati dalle fonti, e si individuano, tempi e aspetti della vicenda architettonica e della decorazione differenti per cronologia, per provenienza geografica e ambito culturale degli artisti. (L.S.)

Il restauro
L’intervento di restauro nella Camera degli Uccelli, condotto da Felsina Restauri srl, ha comportato la demolizione del muro che divideva questo ambiente, premessa necessaria alla rimozione dei vari strati di intonaco e di colore che ricoprivano interamente gli affreschi. Dopo il consolidamento dell’intradosso con iniezioni di acqua di calce e primal diluito in acqua, e l’inietto di malta tipo ledan, si sono fissate le pitture su un supporto più solido. E’ stata effettuata la pulitura della leggera pellicola bianca che ricopriva le pitture con acido acetico e abbondanti risciacqui. Il fissaggio del colore è stato realizzato con prodotti reversibili, si sono stese le neutre a base di albazzana nelle zone in cui l’affresco era del tutto scomparso, mantenendo lo stesso livello fra pittura e “neutra” con restauro finale ad acquerello e fissaggio generale.
Nella Camera delle architetture dipinte, ove il restauro è ancora in corso, l’intervento è stato preceduto dalla rimozione della parete divisoria, dall’apertura dell’originario accesso di comunicazione con l’ambiente contiguo e dall’asportazione dello spesso strato di intonaco che ricopriva interamente le pareti e gli affreschi. Per la fase di consolidamento, la procedura e i materiali utilizzati sono gli stessi di quelli utilizzati nell’operazione condotta nella Camera degli Uccelli. (L.S.)

Cronologia

2008

Bibliografia

C. AZZOLLINI, L. SERCHIA, Inediti dal restauro: paesaggi dipinti nel Palazzo del Giardino di Parma, in P. MONARI e A. SARDO (a cura di), Restauri in Emilia-Romagna: attività degli Istituti MiBAC nel 2008. Atti del Convegno organizzato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna nell'ambito del XVI Salone del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2009), Bologna 2009; pp. 57-67

Mappa

Itinerari collegati

Restauri in Emilia-Romagna: attivitą degli Istituti MiBAC nel 2008
  • Tipo restauri
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

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