Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

04 - Parma, Biblioteca Palatina: Le carte nautiche, un piano strategico di restauro

di Silvana Gorreri
1  Il Ms. parm. 1616 prima del restauro
2 Il Ms 1618 nella fase di distacco 3 Il Ms. parm. 1618 restaurato
Tipo
restauri
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Parma
Comune
Parma
Data compilazione
2009

Ubicazione/Come arrivare

Biblioteca Palatina di Parma
Piazza della Pilotta, 3
 

Descrizione

E’ risaputo tra gli studiosi che a Parma, presso la Biblioteca Palatina, è conservata una ragguardevole raccolta di antiche testimonianze cartografiche; nel 1907 la città aveva ospitato il I Congresso della Società Italiana per il progresso delle Scienze e in quell’occasione era stata allestita nelle sale della Biblioteca un’esposizione di carte nautiche, atlanti e portolani presenti a Parma e Piacenza; nel 1978 ben dodici carte nautiche della Palatina erano state censite da Pietro Frabetti nel suo studio sistematico (Carte nautiche italiane dal XIV al XVII secolo conservate in Emilia Romagna, Firenze 1978), ancor oggi valido strumento di valutazione scientifica; nel settembre 1979 era stata organizzata di concerto con l’Archivio di Stato di Parma la mostra storico-documentaria “Il territorio rappresentato”, nella quale, in concomitanza con il XV Convegno Nazionale di Cartografia, erano stati proposti temi e problemi della cartografia nelle collezioni pubbliche parmensi dei secoli XIV-XIX.
Questo patrimonio, fortemente suggestivo, popolato da velieri, teste di uomini soffianti, guerrieri, città turrite, tende, animali fantastici e bandiere sventolanti tra rotte marittime, rose dei venti e località costiere, che documenta le conoscenze pratiche, frutto di esperienze personali di marinai, mercanti ed esploratori, unite alle informazioni fantasiose e alle credenze leggendarie della cultura contemporanea, non era noto tuttavia al grande pubblico. Nell’intento di promuoverne la conoscenza e di valorizzarlo adeguatamente, è stata programmata per la primavera del 2009 in collaborazione con il FAI una mostra nella quale saranno presentate tutte le carte nautiche appartenenti alla Biblioteca Palatina, comprese le due carte, una di Matteo Griusco (Ms. parm. 1617) e una di Diogo Homem (Ms. pal. 0), trascurate dal Frabetti.
Grazie a un felice connubbio tra risorse finanziarie pubbliche e private, con la direzione della scrivente, competente nel campo del restauro, e la professionalità di un laboratorio esterno, al quale è stata affidata l’esecuzione dei lavori (lo Studio Paolo Crisostomi di Roma), si è realizzato il risanamento dell’intera raccolta con l’adozione di soluzioni conservative innovative.
Dieci carte nautiche (Mss. parm. 1612-1621) figurano entrate nella Bibliotheca Parmensis nel primo periodo della sua istituzione con Paolo Maria Paciaudi (1710-1785), successivamente le altre: una entrata nel 1840 apparteneva al Marchese Francesco Albergati Capacelli (Ms. parm. 1624), mentre la carta di Homem fu acquisita con l’intero Fondo Palatino dei Borbone Parma nel 1865, e, persosi l’antico numero di inventario (Pal. 40), fu elencata tra i cimeli con nuova segnatura. Tutte queste carte nautiche furono affidate da Paciaudi a Louis Antoine Laferté, legatore di corte, che le organizzò, quelle singole, ripiegandole in due o tre e incollandole ai cartoni di cartelle ricoperte in cuoio marezzato; quelle multiple degli atlanti, ripiegandole in due e incollandole metà dell’una alla metà dell’altra, verso contro verso, in una struttura a libro, con le prime e ultime metà tavole utilizzate spesso come controguardie e con uguale coperta; solo per l’Atlante nautico di Aloisio Cesani (Ms. parm. 1616) fu mantenuta la legatura originale in marocchino rosso con super libros della famiglia Gonzaga; su tutti i piatti anteriori venne impresso in oro il super libros della Biblioteca con i tre gigli borbonici. Dei successivi acquisti, due rimasero arrotolate (Mss. parm. 1622-1623), una (Ms. parm. 1624) conservò la struttura a libro con coperta coeva su assi decorati a secco, mentre la carta di Homem in cornice rimase appesa per oltre cent’anni ad una parete della Direzione.
Ancora nel 1907 è testimoniato che la Carta nautica di Francesco e Domenico Pizigano del 1367 (Ms. parm. 1612) conservava l’assetto settecentesco, ma negli anni a seguire fu la sola ad essere staccata dai cartoni della grande cartella e a conservarsi arrotolata in un grosso cilindro in cartone; nel 2007 fu oggetto di un importante intervento di restauro, del quale si è dato conto nell’edizione ministeriale di Restaura di quell’anno a Venezia.
Un esame della situazione nella sua globalità palesava che non era idonea né la sistemazione settecentesca a cartella o a libro, che aveva determinato lacerazioni nelle linee di piegatura delle tavole, parziale distacco della pergamena dai cartoni, e a volte grossi strappi per l’eccessiva tensione meccanica conseguente all’apertura dei lembi ripiegati, gore da colla e generalizzate erosioni da anobidi, acidità da tannino nei punti di rimbocco della pelle della coperta; né offriva garanzia di migliore stoccaggio il condizionamento a volumen: tagli, strappi e lacune marginali per movimentazioni meccaniche, erosioni da roditore, ondulazioni del supporto diventato nel tempo oltremodo rigido e srotolabile con difficoltà, cadute di colore per le abrasioni prodotte dalle mani nello srotolamento e per le sollecitazioni meccaniche conseguenti alla posizione srotolata forzata nella consultazione.
Era necessario intervenire quindi al loro restauro (distacco dai cartoni di tutte le tavole, test di solubilità e fissaggio, ammorbidimento, distensione su telaio con barre magnetiche, asciugatura a temperatura ambiente, risarcimento delle lacune); ma era fondamentale soprattutto adottare una corretta metodologia di conservazione; si optava per una sistemazione delle varie tavole distese singolarmente in cartelline in carta Barriera Japico con riserva alcalina; per il mantenimento di ogni unità bibliografica con l’allestimento di una cartella in tela Bukram verde per le carte nautiche singole comprensiva anche delle loro cartelle, se preesistenti; con l’esecuzione di una custodia rigida, sempre in tela Buckram verde, caratterizzante l’intera raccolta, a contenimento di tavole e vecchia coperta per le strutture a libro: una metodologia di conservazione, che non richiede forzature di apertura nella consultazione e che favorisce la visione contemporanea delle tavole degli atlanti, senza perdere informazioni sul pregresso; anzi, oltremodo interessante è stato il rinvenimento all’interno delle tavole incollate tra loro dell’Atlante nautico di Aloisio Cesani (Ms. parm. 1614) di ulteriori quattro tavole cartacee con contorni costieri disegnati, scoperta ancora in fase di studio.

Cronologia

2008

Bibliografia

A. DE PASQUALE, Le carte nautiche della Biblioteca Palatina di Parma, In P. MONARI E SARDO A. (a cura di), Restauri in Emilia-Romagna: attività degli Istituti MiBAC nel 2008. Atti del Convegno organizzato Dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna Nell'ambito del XVI Salone del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2009), Bologna 2009, pp. 45-51

S. Gorreri, Le carte nautiche della Biblioteca Palatina di Parma: un Piano Strategico di restauro, In P. MONARI E SARDO A. (a cura di), Restauri in Emilia-Romagna: attività degli Istituti MiBAC nel 2008. Atti del Convegno organizzato Dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna Nell'ambito del XVI Salone del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2009), Bologna 2009, pp. 53-55

Mappa

Itinerari collegati

Restauri in Emilia-Romagna: attivitą degli Istituti MiBAC nel 2008
  • Tipo restauri
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

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