Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

03 - Rimini, Archivio di Stato: il restauro del Cabreo AB 265 "Terreni appartenenti ai Pavolotti..."

di Gianluca Braschi
1 Cabreo AB 265, 9r, Sant'Andrea dell'Ausa, prima del restauro
2 CABREO AB 265 , 6v, Santa Giustina e Cabreo265, 7r, Saludecio 3 Cabreo AB 265, 6v, Santa Giustina e Cabreo 265, 7r, Saludecio
Tipo
restauri
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Rimini
Comune
Rimini
Data compilazione
2009

Ubicazione/Come arrivare

Archivio di Stato di Rimini
Piazzetta San Bernardino 1

Descrizione

La mostra “Porte Aperte all'Archivio di Stato: il territorio della fabbrica di mattoni in Borgo Sant'Andrea”, promossa ed ospitata dall’Archivio di Stato di Rimini dal 10 al 19 ottobre 2008 in collaborazione con l’Associazione “Quei de’ Borg ad Sant’Andrea”, segna una svolta, per così dire, epocale nella storia di questo nostro Istituto che, istituito troppo di recente (1999), non può altrimenti vantare una lunga tradizione: è la prima volta che l’Archivio presenta le proprie credenziali pubbliche alla città di Rimini.
In concomitanza con la mostra e nell’ambito della manifestazione “TERRANOSTRA. Quattro passi nella storia di Rimini”, cui l’Archivio ha partecipato con varie istituzioni cittadine come il Museo della Città di Rimini, l’Istituto per la Storia della Resistenza, la Biblioteca Comunale “Gambalunga”, è uscito il volume di Oreste Delucca “I poderi della Ghirlandetta a Rimini: dai Malatesta ai fratelli Davide e Luigi Fabbri”. Cofinanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il libro traccia una storia puntuale del territorio su cui poi, nell’800, sarebbe sorta la fabbrica dei mattoni dei fratelli Fabbri a partire dai primi testimoni di epoca malatestiana ai nostri giorni. E’ stato distribuito inoltre il DVD “C’era una volta, a Rimini la Fornace Fabbri” curato da Manuela Fabbri, che rappresenta il catalogo filmato della mostra tenutasi negli anni passati presso il Museo della Città. Le ricerche documentarie effettuate presso l’Archivio di Stato di Rimini, preliminari alle due pubblicazioni, hanno portato alla luce il Cabreo numerato come [AB-265] nel fondo “Congregazioni Religiose Soppresse”, datato 1775 e denominato nell’inventario ottocentesco come “Terreni appartenenti ai Pavolotti di Rimini” relativo all’area del Borgo di Sant’Andrea. Purtroppo, la consultazione ha subito messo in evidenza il precario stato di conservazione dello stesso, che è stato, comunque, riprodotto digitalmente e messo in mostra. Grazie al finanziamento di due sponsor riminesi TINA & MARY e HOTEL MEMORY è stato possibile restaurarlo. Ha provveduto al restauro integrale del documento il dott. Riccardo Bolognesi della Cooperativa Sociale “Centofiori” onlus.

II volume si presentava con cucitura salda e coperta non particolarmente deteriorata o, comunque, in grado di assolvere la sua funzione di protezione delle carte. I piatti della coperta risultavano deformati probabilmente a causa della conservazione del volume in un luogo particolarmente umido. La pelle della coperta era mancante di varie porzioni di fiore e nel complesso risultava essere in superficie. Tutti gli angoli avevano perso rigidità. La pelle del piatto anteriore presentava una piccola lacuna centrale provocata da rosura di insetti cosi come risultava leggermente intaccato anche il cartone sottostante. La pelle del morso nella zona del piede posteriore era fessurata. Mancavano tutti i lacci in pelle allumata di chiusura del volume tranne quello anteriore lato testa.
Molte carte risultano essere incollate a causa della solubilizzazione della vernicetta posta a protezione delle mappe colorate, solubilizzazione dovuta probabilmente alla permanenza del volume in un luogo umido.
In particolare, le carte contrassegnate in collazione con i numeri 6v-7 con le mappe rispettivamente di Santa Giustina e di Saludecio presentavano entrambe due notevoli strappi dovuti probabilmente al tentativo di apertura delle carte incollate.
Le carte con i numeri 8v-9r, 10v-11r, 14v-15r, 16v-17r, 18v-19r, 22v-23r, 24v-25r, 26v-27r, risultavano incollate.
Le carte con le altre mappe presentavano numerosi distacchi provocati presumibilmente dall’apertura delle stesse dopo l'adesione anomala della vernicetta. Solo la mappa contrassegnata in collazione con il numero 48v-49r (Verucchio) si presentava in buone condizioni.
Il filo di cucitura era spezzato fra le carte 38v-39r.
Sono stati, pertanto, effettuati i seguenti interventi.
Il distacco delle carte incollate mediante solubilizzazione della vernicetta attraverso impacchi di alcol etilico 50% e acqua 50% (l'intervento non ha potuto eliminare completamente le macchie dovute al precedente assorbimento del pigmento fra le fibre della carta).
Nelle carte che presentavano mappe con lacune di colore dovuto presumibilmente ad una forzatura in apertura, si è provveduto al distacco dei frammenti dalla pagina opposta con impacchi di acqua e alcol al 50% e successiva riapplicazione nelle rispettive mancanze, utilizzando come adesivo la Tylose MH 300p.
Dopo avere riposizionato i frammenti nelle zone di distacco si è provveduto a uniformare ad acquerello le piccole mancanze di colore per le quali non è stato trovato il frammento corrispondente.
È stata ripristinata la cucitura fra le carte 38v -39r.
Il volume è stato condizionato con dei pesi e degli spessori per fargli riassumere la forma originaria corretta.
La coperta in pelle a stata parzialmente distaccata per permettere:
- i1 rinsaldo degli angoli effettuato con iniezioni di Tylose MH 300P al 2% circa;
- il risarcimento della lacuna nel piatto anteriore con un frammento di pelle nuova;
- colorata con anilina ed incollata con Tylose MH 300P al 6% addizionata con 10% di vinavil 59;
- il risarcimento della rosura nel sottostante cartone con stucco di cellulosa in Tylose MH300p al 6%;
- la riadesione della fessurazione al morso con brachetta di carta giapponese incollata su tela di cotone adesa con Tylose MH 300P al 6% e 10% di vinavil 59;
- ripristino dei lacci di legatura con pelle allumata nuova.

Esternamente sono state incollate con Tylose MH 300p al 6% le porzioni di fibre distaccate e dove mancanti è stata ristabilita l'uniformità cromatica con limitate riprese ad acquerello.
Per limitare gli eventuali danni dovuti ad un immagazzinamento in condizioni climatiche critiche si è provveduto a montare tra i bifili dipinti, dei fogli di carta giapponese da 11gr/mq fissati con 3 punti di Tylose MH 300p al 6% che potranno essere eliminati con estrema facilità.
Si è optato per questa soluzione in quanto l'introduzione di fogli di maggiore spessore avrebbe fatto aumentare eccessivamente lo spessore del corpo delle carte con conseguente tensione anomala sulla coperta.
Tutti gli interventi sono stati documentati fotograficamente.
Completato il restauro, il documento è stato rimesso in consultazione ed esposto. È allo studio la possibilità di riprodurlo digitalmente per ulteriori ricerche.

Cronologia

2008

Bibliografia

G. Braschi, Il restauro del Cabreo AB 265 "Terreni Appartenenti ai Pavolotti di Rimini", In P. MONARI E SARDO A. (a cura di), Restauri in Emilia-Romagna: attività degli Istituti MiBAC nel 2008. Atti del Convegno organizzato Dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna Nell'ambito del XVI Salone del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2009), Bologna 2009, pp. 37-43

Mappa

Itinerari collegati

Restauri in Emilia-Romagna: attivitą degli Istituti MiBAC nel 2008
  • Tipo restauri
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

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