Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

02 - Ferrara, Archivio di Stato: l'archivio notarile antico. Un esempio di restauro

di Antonietta Folchi
1 FERRARA archivio notariledeposito
2 FERRARA archivio notariledeposito, rilevamento dello stato generale 3 Scheda del notaio Giovanni Battista Codegori 1568-1579, ante restauro 4 Notaio Giovanni Battista Codegori 1568-1579, dopo il restauro 5 Scheda progetto n.9, Notaio Marco Bruno Anguilla 1547-1575, dopo il restauro
Tipo
restauri
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Ferrara
Comune
Ferrara
Data compilazione
2009

Ubicazione/Come arrivare

Archivio di Stato di Ferrara
Corso Giovecca 146

Descrizione

Presso l’Archivio di Stato di Ferrara si conserva l’importante e cospicuo fondo degli atti dei notati di Ferrara, Codigoro e Comacchio, costituito da oltre 10.000 pezzi tra buste, mazzi, volumi e registri, per un arco cronologico compreso tra la prima metà del sec. XIV e la fine del sec. XIX.
Disciplinato degli statuti ferraresi di Obizzo II, 1287, e da quelli successivi di Borso, 1456, Ercole II, 1534, Alfonso II, 1567 e del legato pontificio, 1624 e 1690, l’esercizio del notariato risale all’ordinamento comunale, poi signorile. Con regolamento 17 giugno 1806 fu istituito a Ferrara, capoluogo del dipartimento, un archivio generale notarile e furono creati archivi notarili sussidiari a Codigoro e Comacchio, con il compito di concentrare tutte le scritture dei notai cessati dall’esercizio.
L’opera di recupero dell’archivio notarile antico si è resa necessaria a causa del precario stato di conservazione in cui versavano le carte prima dell’acquisizione da parte dello Stato. In particolare, l’umidità e le infiltrazioni d’acqua hanno reso i supporti di innumerevoli unità fragili, feltrosi e gorati fino, talvolta, a scolorire gli inchiostri e a causare la perdita di parte dei supporti stessi.
I primi tre interventi, realizzati tra il 2001 e il 2004 su progetto del Centro di fotoriproduzione legatoria e restauro, hanno riguardato la documentazione più antica e più danneggiata conducendo in tal modo al recupero di oltre 50.000 carte di atti (protocolli e schede) dei notai che rogarono a Ferrara tra il 1399 e il 1641. Tra di essi figurano anche quelli che stesero atti anche per gli Este, signori di Ferrara fino al 1598, che sono di particolare importanza per le ricerche in loco, in quanto tutto l’archivio segreto estense fu trasferito a Modena quando il ducato di Ferrara passò sotto il diretto dominio della Santa Sede.
Le operazioni di restauro, precedute dal controllo della numerazione e della fascicolazione e da una adeguata documentazione fotografica a campione, sono state eseguite da una ditta specializzata nel settore. Esse hanno incluso la scucitura, spolveratura, test di solubilità degli inchiostri, lavaggio in acqua deionizzata de acidificazione, mending, velatura indiretta, rifilatura delle eccedenze di velo a carta giapponese e ricomposizione delle carte in fascicoli secondo la sequenza originaria .
La presenza di fogli pergamenacei manoscritti all’interno dei volumi o utilizzati come coperte ha richiesto specifiche operazioni (pulizia a secco, sgommatura, test di solubilità degli inchiostri, ammorbidimento temporaneo per rendere i supporti più elastici e atti alle successive operazioni, spianamento, suture dei tagli, mending e rifilatura dell’eccedenza di carta giapponese nel rispetto dei margini originali).
La diversità originaria dei tipi di cucitura e di legatura delle carte ha comportato una differenziazione delle tipologie di condizionamento. In luogo dei pacchi di carta paglierina, chiusi con una fettuccia, in cui erano contenuti i documenti, ovvero i protocolli o le schede, sono stati predisposti nuovi contenitori (scatole) rivestiti esternamente in tela Buckram e internamente in carta barriera recando sul dorso la completa segnatura archivistica (pacco, matricola, notaio e anno/anni). Inoltre mentre l’avvicendamento degli anni all’interno della stessa scatola è stato evidenziato con l’inserimento di camicie in corrispondenza di ciascuno di essi, ulteriori camicie sono state inserite per raccogliere i fascicoli di carte sciolte, lasciando i fogli non cuciti.
I lavori, seguiti da tecnici del Centro di fotoriproduzione attraverso controlli in corso d’opera, sono stati accettati positivamente al collaudo.
E’ auspicabile che l’azione di restauro e di salvaguardia del patrimonio documentario custodito nell’Archivio di Stato di Ferrara possa contare anche sul contributo di altri enti e istituzioni sensibili alla conservazione delle memorie storiche in un’era, qual è quella attuale, in cui se da un lato il cartaceo sta cedendo sempre di più il passo ad altre forme di comunicazione e trasmissione delle informazioni con i pericoli che l’uso delle nuove tecnologie comporta quanto a durevolezza delle medesime, dall’altro, si rischia di non poter più leggere neanche le testimonianze delle epoche passate per ricostruirne la storia.

Cronologia

2008

Bibliografia

A. Folchi, Un esempio di restauro: l'Archivio Notarile antico di Ferrara, in P. MONARI E SARDO A. (a cura di), Restauri in Emilia-Romagna: attività degli Istituti MiBAC nel 2008. Atti del Convegno organizzato Dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna Nell'ambito del XVI Salone del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali (Ferrara, 25-28 marzo 2009), Bologna 2009, pp. 23-35

Mappa

Itinerari collegati

Restauri in Emilia-Romagna: attivitą degli Istituti MiBAC nel 2008
  • Tipo restauri
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

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